Convegni – Senza Atomica: la mostra volge al termine

atomicaE’ stata prorogata fino al 30 aprile presso lo Spazio Factory della Pelanda, nell’ex Mattatoio di Testaccio, “Senzatomica: trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari”, la più grande esposizione itinerante contro le armi nucleari che su Roma ad oggi  veleggia verso i 70.000 visitatori con uno staff di volontari pari a 2000 persone.

Fiore all’occhiello dell’omonima Campagna di sensibilizzazione Internazionale, la mostra è promossa dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai in collaborazione con il Movimento Pugwash e l’International Phisicians for the Prevention of Nuclear War, i Sindaci per la pace, il Segretariato del Summit mondiale dei Premi Nobel per la Pace, l’Archivio Disarmo, l’Unione Scienziati per il Disarmo, i Parlamentari per la non proliferazione nucleare e il disarmo.

Oltre cinquanta pannelli, sei monitor con testimonianze di sopravvissuti a Hiroshima e Nagasaki e un’installazione che simula il “suono” di un’esplosione atomica, il tutto su una superficie di oltre 700 metri quadrati, all’interno dell’ex Mattatoio di Testaccio per far riflettere e sviluppare una nuova consapevolezza in un percorso binario fra disarmo nucleare e disarmo interiore: l’ambizione è quella di sottoscrivere entro il 2015 un trattato internazionale che bandisca le armi nucleari ad oggi più di 16mila, di cui più di 70 in Italia.

roma Allestita in altre 48 città Italiane prima di giungere a Roma, la mostra ha visto il coinvolgimento di tutta la città in un corollario di eventi satellite promossi da Università e istituti di Cultura, Istituzioni e Associazioni e a far da cassa di risonanza, la spontanea partecipazione di artisti noti sulla scena nazionale ed internazionale – Sabrina Guzzanti; Antonello Dose, Giorgio Albertazzi, Elena Di Cioccio, Renato Mambor, Giovanni Albanese e Tatsuo Uemon Ikeda solo per citarne alcuni. A Roma una delegazione dell’Associazione Filomati ha presenziato alla mostra scoprendone il valore pedagogico e simbolico.

 

Marina Brudaglio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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