IX° Simposio Filomatico: La forza delle idee.

 

clip_image002   Da soli si cammina veloci, ma insieme si va lontano. Con questa frase Giulio Prigioni chiude i lavori del IX Simposio Filomatico Internazionale dal titolo “La forza delle idee. Il rilancio dell’associazionismo tra progettualità e partecipazione” svoltosi ieri giovedì 20 novembre, in via della Greca 5, nella Sala convegni dell’Ufficio Assemblea Capitolina del Comune di  Roma Capitale.

Una frase che sintetizza lo spirito dei vari interventi ma che lungi dall’essere conclusiva realizza una sorta di dissolvenza su una nota in levare che viene di fatto a rafforzare il concetto dell’idea come forza in divenire, come patrimonio dal forte potenziale sul quale ricostruire una collettività che possa commuoversi  e commuovere, da cum movere, muovere insieme, per alimentare nuove curiosità che possano dare sostanza a nuove idee. Dall’idea alla pratica.

E’ questo il punto sul quale insiste Bruno Grassetti, docente all’Università Unicusano, introdotto dal moderatore  Antonio Cecere dopo la prolusione del presidente internazionale della Philomates Association dott. Danilo Campanella, al suo pen’ultimo anno di mandato. campanella simposioLa prassi è quello che ci inserisce nel grande circuito delle relazioni geopolitiche, è quella che ci dà un’identità. Un’identità nuova pannarale simposiorispetto al passato, fatta di sincretismi, di continue ibridazioni, come possiamo evincere anche dal libro di Francesco Ciocci “Le nuove frontiere del lavoro” presentato durante il Simposio; ma ci dà un’identità, ci fa sentire compartecipi del momento storico. Per costruire un adesso e non un “postmodernismo” piuttosto che un “post qualcos’altro”, come ci fa riflettere il professore Luigi Pannarale. L’associazionismo, anche virtuale, è la base da cui partire per costruire il presente, un presente che non ci piace e al quale va data un’alternativa valida, reale, incisiva. Altrimenti per parafrasare le parole del giornalista Giacomo Pisani saremmo solo individui, chiusi nella loro piccola stanza con il piccolo orzo in vasetto pronto da consumare, intenti ad intessere asettiche relazioni virtuali basate sul nulla, sull’autocelebrazione dell’ocularcentrismo, preparati ma al tempo stesso ogni giorno svuotati dall’ennesimo colloquio andato male, dall’ennesimo turno in un call center dove cerchiamo di vendere lo stesso mediocre orzo in vasetto pronto da consumare. Individui, con un accento sugli echi darwiniani,  non persone, con la loro agentività, con le loro incontrovertibili miracolose differenze gravide di idee da condividere.

pannaraleSotto un certo punto di vista sarebbe senza meno utile dare l’importanza dovuta al virtuale e rivolgersi nuovamente, con rinnovato interesse, al cartaceo, come fa notare Mario Sammarone, scrittore e saggista, i cui numeri sulla crisi dell’editoria fanno rabbrividire. Bisognerebbe scendere di nuovo nella realtà, riconsiderare le arti, la fisicità del teatro, come sottolinea Elisa Pellegrini, presidentessa di  Filomati-Artisticamente Albano. Una fisicità troppo negata nel mondo odierno, un respiro diaframmatico, corale, perso nel ticchettio frenetico dell’orologio; se non si respira insieme non si pensa insieme.

grassettiCome poi non ricordare le parole del moderatore Andra Gentile sull’importanza di riconsiderare una didattica per le scuole attenta alla formazione dei ragazzi intesi come persone sociali, attenta al fattore qualitativo più che a quello quantitativo: questione che a quanto pare già “affliggeva” Kant che nelle sue lezioni aveva modo di lamentarsi del modus operandi delle scuole del suo tempo e affligge, e forse non come dovrebbe realmente, alcuni docenti qui in Italia. Questa forse è veramente la chiave di volta.

L’associazionismo, la progettualità, la partecipazione, andrebbero naturalizzati tra i banchi, fatti propri come una seconda pelle già da piccoli, non come termini ma come prospettive.

In quest’ottica possono essere lette le nomine dei filomati onorari di quest’anno: Franco Ferrarotti, Luigi Pannarale e Mario Guarna.

Zoe Cocco.

 

FOTO: Aracne Editrice – dall’alto: Sala Convegni, Danilo Campanella, Luigi Pannarale, Bruno Grassetti.

 

 

 

 

 

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