L’evocazione

evocazioneFILM CINEMA – I coniugi Perron si trasferiscono in un vecchio casale del Rhode Island, che si rivela infestato da uno spirito malefico e capace di inaudita violenza. In loro aiuto accorrono Ed (Patrick Wilson) e Lorraine Warren (Vera Farmiga), due investigatori del paranormale e sensitivi. La presenza rilevata sprigiona odio e crudeltà e non sembra avere intenzione di andarsene. E i terribili eventi si susseguono pericolosamente.

L’Evocazione è un film diretto da James Wan, regista malese naturalizzato australiano. La pellicola, il cui titolo originale è The Conjuring, rappresenta la prova di quanto un film su una casa infestata possa avere ancora successo e fare addirittura paura. E’ uno dei pochi film horror che siano veramente ispirati a una storia vera. Una famiglia compra una casa di campagna abbandonata, e qui cominciano ad avvenire cose strane, tipiche tracce di infestazione spiritica. Qui, però, si va ben oltre e con qualche ricerca si viene a scoprire che la primigenia proprietaria dell’abitazione, una strega, si era impiccata sull’albero antistante alla casa, minacciando di morte chiunque, in futuro, ne avesse preso possesso. Anche le streghe conoscono il valore del mercato immobiliare… Da qui una sequela di poliziotti scettici, esorcisti, cani che muoiono, oscure e violenti presenze, fino all’apparizione finale. Lo spirito irrequieto dovrà essere evocato e conseguentemente mandato in un luogo più appropriato al suo stato, ponendo fine alle angosce dell’ex famigliola felice. Nel mondo reale la strega, di nome Bathsheba Sherman, nata nel 1812, era stata processata per l’omicidio di un neonato ma assolta per insufficienza di prove. Morì di vecchiaia nel 1885. Tra le citazioni e le ispirazioni del film, i cultori possono trovare il riferimento al processo delle streghe di Salem, sequenze che omaggiano Gli uccelli, Amityville Horror e altre opere. Il film ha logicamente avuto, negli USA, il plauso sia del pubblico che della critica. Bella fotografia (Leonetti) e interessante sceneggiatura. Il regista, foraggiato stavolta con 13 milioni di dollari, ne ha fatti incassare 140 in tutto il mondo, anche grazie al solito “giochino” della censura, che attira molto più pubblico. Ha precedentemente diretto alcuni “capolavori” di genere (Saw l’enigmista) e si rivela capace anche stavolta, vincendo la nuova prova cinematografica, con il favore del botteghino.

Danilo Campanella

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