Le streghe di Salem

salem CINEMA – La sensuale Heidi (moglie del regista, veterana del genere horror), lavora in una emittente radio quando, un bel giorno, le arriva un disco in vinile dal suono sinistro che trasmette in tutto il paese (Salem). Nessuno, nemmeno le sue simpatiche e anziane vicine sanno spiegarle l’origine di quel manufatto. Spiegazione della storia di Salem, streghe uccise dai cattivi abitanti del villaggio (la Salem di allora) e dal reverendo del luogo. Il gruppo musicale nel frattempo si fa vivo: i Lord organizzano un’anteprima al teatro civico e spediscono inviti gratuiti a tutti. Uno spettacolo indimenticabile.

Con un nome d’arte così, il regista non può lavorare al suo genere con passione. La fotografia cupa, le musiche spettrali e gli sprazzi esoterico-vintage (il pupazzo simboleggiante il diavolo che dovrebbe ingravidare la moglie-protagonista) cerca di trovare un suo perché in un film onirico che si poteva sceneggiare meglio. Il cambio di paradigma dello stile del regista è però interessante: manca il tema della famiglia, che spesso accompagna i suoi film; una certa violenza propria ad esempio de La casa dei 1000 corpi. Il ritorno di vecchie glorie del cinema inglese, e la colonna sonora base, il Requiem di Mozart, il finale satanico, salvano il film. Brava Meg Foster.

Danilo Campanella

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