Liberaci dal male

liberaci CINEMA- Il film mostra le vicende di un poliziotto delle unità speciali che, con un giovane gesuita, dovranno risolvere i delitti che ruotano attorno ad una comitiva di ex veterani dell’Iraq e di una “scritta che uccide”. Un imbianchino si aggira per la città creando portali per il richiamo del demonio e lasciandosi dietro una scia di sangue ed orrore incomprensibili.

E’ l’ennesimo tentativo di andare oltre gli stereotipi del film “esorcistico”, stavolta attraverso il genere poliziesco. Attraverso una sceneggiatura capace ma male assemblata, fanno capolino ironia e frasi d’effetto, retaggi di altre pellicole: alcune scene cercano di trovare il loro spazio in un collage di cui talvolta sfugge il senso. L’avviso che il film è ispirato a vicende reali non attrae più. I Doors fanno capolino in una delle poche – l’unica? – scelte originali. Bravo il poliziotto-spalla del protagonista. Il regista de L’esorcismo di Emily Rose non riesce  riproporre la suspance del precedente film, e la sostituisce con il thriller. Grazie a Dio – è il caso di dirlo – il film ci regala un finale compiuto dando, si spera, poco spazio ad un possibile remake, sulla scia della scelta commerciale di Constantine. Nonostante tutto è un film che può essere visto, non tanto dagli amanti del genere che, probabilmente, rimarranno delusi, ma per tutte le altre persone indecise su un si o un no. Si.

Il film scorre, non è troppo violento, vale il prezzo del biglietto infrasettimanale.

Danilo Campanella

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