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face Negli ultimi 4000 anni tante formule hanno provato a dettagliare i contenuti a questi interrogativi. Le filosofie e le religione con tutti i loro concetti astratti hanno cercato di spiegare i misteri rimasti misteriosi, la chimica con tutte le sue formule matematiche ha evidenziato miscele di combinazioni tra materia e gas, la fisica con tutte le sue teorie meccaniche e consequenziali ha decifrato gli eventi evolutivi di questa specie chiamata razza umana; eppure continuiamo a ricercare risposte a queste due domande come se mancasse ancora qualcosa, insoddisfatti,  in quanto ci assale il dubbio e intuiamo che qualcosa ci sfugge.

Chi sono e cosa sono.

Le risposte che darò dipenderanno sempre dall’ambiente in cui sto interagendo e in quale tempo sto navigando; luoghi e tempi due elementi capaci di modificare le nostre certezze.

Per molti tratti di questo testo potrò sembrare filosofa, per altri aspetti tenderò a insegnare la chimica e qualche volta dovendo aggrapparmi in quel filo sottile dell’orizzonte che divide l’acqua dall’aria, smonterò tutte le certezze filosofiche, chimiche e fisiche per dare origine solo a insicurezze e confusione, perché quello che e assodato è che nulla rimane immutabile, neanche il caos.

La mente che spesso cerca convincimenti per appagare l’ansia del nulla, dimenandosi tra i limiti e le potenzialità della materia, perché una cosa è troppo evidente si sta per parlare di corpi solidi, auto classificatosi  unità di carbonio.

Il pensiero umano capace di utilizzare l’arma più potente dell’universo, un’arma dal dolce nome ma potenzialmente molto distruttiva: “la fantasia”e tutti isuoi derivati; dalla logica alla follia, dall’astuzia e dalla furbizia all’inganno e alla creatività, dall’evoluzione e dal progresso all’espansione e all’autodistruzione. Con questa arma anch’ io tenderò a descrivere con simboli(scrittura) l’insieme di quello che può essere possibile o consequenziale, abbreviando il tutto con due  parole “ inganno e verità” cioè materialismo e astrattismo, due facce della stessa moneta.

Un solido(corpo) che lanciato in aria(ossigeno) mentre  rotea e volteggia(nascita e crescita),  alterna le due visioni (dolore e piacere) prima di cadere a terra a decidere la facciata.

È difficile iniziare a dire cosa è la mente, tantomeno sperimentare con pensieri cosa sia il pensiero,  esistono montagne di libri su libri a spiegare cosa essa sia, dai disegni della preistoria al computer, dalla fisiologia alla teologia, uno scorrere tra culture industrializzate a culture ancora arcaiche, tutti a tentare di creare una formula che soddisfi ogni nostra esigenza, ma ogni volta sul punto di arrivare a un accordo, tutto svanisce perché c’è un’altra domanda che demolisce la dimostrazione della risposta; scienza e fede in una scacchiera (tempo e luogo) a giocare con pedine bianche e nere.

A questo punto anche io devo iniziare ad apparecchiare il mio tavolo delle conoscenze con cibi solidi (chimica) e essenze (filosofia) e penso che la scrittrice Mary Schelley autrice del best seller Frankenstein possa essere una valida commensale. Il mio giudizioè che ella sia stata una delle poche che abbia valutato l’entità tra la connessione corporea e l’espressione energetica del pensiero, Nel racconto descrive l’assemblaggio di un corpo e un cervello dando vita ad una mente capace di decidere del suo fisico. Ma ahimè quel corpo deforme ha sconvolto la stessa mente trascinando l’insieme verso il dolore e la seconda morte.

Quello che intuiamo tutti è che corpo e mente sono un’unica cosa ma per la legge dell’adattamento a volte gli usi possono essere diversi, la mente non esisterebbe se non ci fosse un corpo e un corpo senza una mente è soltanto una massa corporea avviata a sgretolarsi; istinti e culture, ovvero la coscienza della mente. Ma la coscienza della mente che ha indirizzato alla seconda morte la creatura Frankenstein potrebbe essere la chiave di svolta dell’enigma di cosa siamo?

Quello che sto per andare a scrivere derivano da osservazioni di vari viaggi, da nottate passate a rubare le conoscenze altrui su fisiologia, fisica, filosofia, psicologia, religioni ecc., occhi chiusi a viaggiare in epoche  lontane nel tempo e spazi futuristici. La mia macchina del tempo costruita sulle connessioni di neuroni la memoria e su campi elettromagnetici proiettati  fuori dal mio tempo.

Adesso prova a seguirmi, immagina un bambino appena nato da pochi minuti in braccio a una sua antenata di 100 anni, un battito di circa 130 batt/minuti e un cuore che a fatica sostiene 60 batt/minuti, un corpo composto da almeno 70% di acqua e un corpo dove la media dell’acqua scende a 55%. Istinti e ignoranza contro logica e conoscenza, eppure sono la stessa cosa. La differenza sta nelle dimensioni del corpo o nelle capacità mentali? Per una legge della fisica le loro forze hanno applicazioni diversi, nel neonato sono convogliate alla duplicazione e maturazione di tutti gli apparati mentre nell’anziana sono distribuiti per il mantenimento di parti vitali. La madre del neonato il punto di contatto di questi due anelli, la generatrice che a sua volta era stata generata, nascite su nascite avvenute nel tempo e in vari ambienti terrestri , corpi  compattati, fragile e teneri avviati allo sviluppo e corpi duri e stanchi destinati alla scomposizione; inizio e fine ecco cosa siamo.

In quella donna partoriente c è il “chi siamo”

La nostra specie tecnicamente è la razza animale più debole del globo terrestre, non possiede artigli, nella corsa non è veloce e alla nascita dipende in tutto e per tutto da qualcuno che lo nutra per un periodo piuttosto lungo se paragonato alla percentuale delle belve che svezzano, eppure tende a dominare e controllare il regno animale.

Il sistema nervoso centrale  dal peso circa di 1600gr è uguale strutturalmente a tutti gli animali vertebrati, ma funzionalmente possiede oltre alla memoria il calcolo delle probabilità, una funzione equivalente alla fantasia. Il tentare un azione è coraggio, prevedere le conseguenze  sono possibilità  per  sopravvivere.

Non  si lotta mai per morire si lotta sempre per vivere, per cui lo scopo della vita è solo la vita.

Creiamo e proteggiamo i nostri piccoli affinché essi possano darci alla fine dei nostri giorni un ultimo compenso, il ricordo di noi.

Ambiente e cultura a malleare  le nostre menti per adattarci alle risorse locali, ma se tutto ciò fosse insufficiente , l’attivazione  per creare e smontare le gabbie della stagnazione.

Chi siamo?..

Siamo ribelli di noi stessi; corpi e menti, materia ed energia.

Iniziamo con frequenza respiratoria  di circa 39 atti/minuto e arriviamo  scalando a 20 atti/ minuto Non più di 3 minuti senza ossigeno, non più di 6 giorni senza acqua, non più di 60 gradi di calore, non più di -40 di freddo, non più di 50 giorni senza cibo e ancora non più di 48 ore di veglia, non più di un colpo deciso al dente dell’epistrofeo(asse vitale della colonna vertebrale).

Siamo memorie tramandate in codici sequenziali raggruppati in geni, siamo dolore che avanza nel tempo per cercare piacere, camaleonti del luogo e delle regole.

Quella differenza di percentuale di acqua del neonato e del suo antenato a stabilire chi ha vissuto e chi deve ancora vivere.

 

scibetta  Dottoressa Scibetta Angela

Medico e psicoterapeuta

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