Pari opportuntà e pari diritti

 

DSCN4292 Ieri 23 gennaio presso l’aula di Palazzo Aquiro del Senato della Repubblica si è svolta la presentazione del libro della dott.ssa Francesca Ragno dedicata al delicato tema delle pari opportunità delle donne nell’ambiente politico, all’interno dell’omonima conferenza a cui hanno partecipato personalità politiche e culturali. Il plauso all’opera della dott.ssa Ragno è stato unanime, come anche la volontà di impegnare fattivamente le forze sociali affinché termini come diritto e pari opportunità diventino le prospettive per il futuro: “le donne non devono avere vergogna di fare carriera, è possibile conciliare vita pubblica e privata e lo stato deve favorire questa coesistenza di intenti”. Alcuni esempi: “Sul finire della legislatura con poco clamore mediatico e quasi in punta di piedi è stata approvata la legge 215 del 23 novembre 2012 con cui per la prima volta dal 2003 si dà una prima DSCN4293concreta applicazione al novellato articolo 51 della Carta Costituzionale che impegna la Repubblica in tutte le sue articolazioni ad adottare appositi provvedimenti per favorire le pari opportunità tra uomini e donne nell’accesso alle cariche elettive e agli uffici pubblici. Con la legge 215 tra le diverse disposizione contenuto al suo interno vi è l’obiettivo primarie di incentivare la presenza delle donne negli enti locali e in modo particolare favorendone l’elezioni nei Consigli comunali attraverso una modifica della legge elettorale e introducendo la cosiddetta “preferenza di genere” DSCN4299(una doppia scelta per l’elettore che potrà optare nel votare due candidati di sesso diverso) e dall’altro l’obbligo per sindaci e presidenti di provincia a non lasciare alla porta le donne nella composizione degli esecutivi locali, nelle giunte quindi. La legge 215/2012 recepisce a livello legislativo un’ormai consolidata giurisprudenza amministrativa che dal 2005 per poi affermarsi poi definitivamente a partire dal 2009 ha visto diversi TAR regionali sanzionare e annullare la composizione di quelle giunte regionali o degli enti locali che non vedevano al loro interno la presenza di donne  o ne avessero in numero troppo esiguo con un’evidente mancato rispetto da un lato di norme statutarie dei singoli enti e dall’altro di disposizioni normative nazionali e comunitarie e ovviamente lesive dell’articolo 51 della Carta costituzionale”.

Link del libro: http://www.fupress.com/catalogo/il-rispetto-del-principio-di-pari-opportunita/2618

La redazione.

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