Perchè i migliori se ne vanno

524506_382583788428870_1728074034_nSimone Speggiorin è un medico chirurgo italiano. A 32 anni si specializza in cardiochirurgia pediatrica all’Università di Padova. Dopo aver attentamente esaminato le sue prospettive parte per l’Inghilterra, dove viene assunto presso un ospedale e cominci a fare il suo lavoro: cura i bambini con malformazioni cardiache. In Italia sarebbe precario. Oggi è il chirurgo più giovane d’Europa ad avere eseguito un trapianto di polmoni su un bambino di sei mesi e, nel 2010, era nell’equipe che per la prima volta al mondo ha eseguito un trapianto di trachea su un bambino, utilizzando le cellule staminali del paziente. Naturalmente non è il solo caso.

Caterina Falleni, 23 anni, inventa il “frigorifero senza corrente” ma in Italia non riesce a vincere nemmeno un concorso per promuoverlo alla regione; oggi lavora alla Silicon Valley, USA.

ricerca-e-sviluppoVi sono anche quelli di coloro che, senza essere dei geni, si stanno costruendo delle brillanti carriere facendo guadagnare soldi e salvando vite ad economie straniere, a volte concorrenti alla nostra. Anche i ricercatori e i professori in scienze umanistiche, letteratura e filosofia, riescono a esprimere la propria vocazione non troppo lontano: la Francia. In Italia intanto il numero dei disoccupati, pari a 2.506.000 (dati Istat) cresce. Naturalmente è impossibile che la percentuale di occupazione sia questa: basterebbe a motivare una rivoluzione. L’unica conseguenza è che il lavoro ci sia, ma in nero. Per aumentare il numero di occupati registrati i governi e i sindacati hanno costruito dei contratti sui generis, depauperando i diritti dei giovani assicurando a chi è in pensione il 90 percento dell’ultimo stipendio. Il risultato è stato che, non solo questi ragazzi non hanno accesso al credito, ma vivono sulle spalle dei genitori e dei nonni.

imagesPer chi studia le speranze sono risibili. Prendendo in considerazione tutte le fasce d’età, l’Italia è al 15% di laureati, come il Portogallo e  davanti alla sola Turchia (13%). La media Ocse è del 31% e quella europea del 28 per cento. Sembrerebbe quasi che il tasso di laureati sia bassissimo ma, in realtà, è alto. Chi si laurea dovrebbe essere destinato ad appartenere ai quadri e ai dirigenti della società, ma è chiaro che se ad accedere alle università (pubbliche, ricordo) sono anche coloro che si “parcheggiano” per non lavorare, si crea un surplus di “capi” e un “deficit” di operai. Di questo ne soffrono coloro che veramente sono vocati allo studio, alla ricerca e alla cultura.

Le ragioni dello spreco delle risorse intellettive sono le stesse che spingono l’Italia a sprecare tutto ciò che ha: patrimonio artistico, natura, energia rinnovabile. Primo fra tutte è il “familismo amorale” che impera nel costume degli italiani. “occupare un posto fisso” è fondamentale, ed è importante chiedere all’amico “chi conosci?” anziché studiare il diritto e rispettare le regole. Sul fattore “raccomandazione” poi non ci sarebbero nemmeno problemi, poiché la segnalazione per conoscenze è un meccanismo previsto in molte società come ulteriore selezione all’eccellenza: il problema è quando questa eccellenza manca. I primi fattori per cui si consiglia o si sceglie qualcuno è, infatti, la parentela, al di là di qualsiasi capacità conclamata. Il familismo, il clientelismo, i favoritismi di casta o di gruppo sono alla base dell’impossibilità a trovare un posto per “quelli bravi”. Le eccellenze spopolano là dove non ci sono “parenti” che spingano, “clientes” che promuovano, padri e madri così affettuosi nei confronti dei propri figli da ignorare che esistono anche i figli degli altri. “Mio figlio però è bravo” dicono tutti indistintamente, senza sapere che “chi è bravo” ce la fa da solo”.

corruzioneLa corruzione in un Paese è il fattore che promuove l’esodo delle eccellenze e l’incompetenza interna in una società. In tutto questo il governo centra poco, e lo stato ancora meno. La responsabilità è dei singoli individui, della fibra morale delle persone che compongono lo stato. In Italia, 72 posto nella classifica della corruzione mondiale (sotto di noi la Grecia) i cittadini richiedono al governo sempre più regole, leggi, provvedimenti: questo è indice di quanto gli italiani preferiscano le leggi al buon senso, che comunque manca sempre. Fin tanto che noi demanderemo tutto allo stato, persino le nostre responsabilità, non prenderemo mai coscienza del nostro lassismo morale. 

Danilo Campanella

 

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corruzzioneTabella mondiale della “corruzione”, in rosso le zone piu’ colpite.

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