Io filomate: ecco perchè

images (1) Quattro storie diverse, ma uguali nel comune desiderio di appartenere al medesimo consesso: l’Associazione Filomati. Parlano Michele Serra, Massimo Zara, Martina Ricci e Francesco Ciocci. 

Michele Serra:  “… mi sono avvicinato all’associazione con internet. Non avendo in Lombardia una sezione, ho collaborato tramite computer inviando materiale culturale, facendo interviste e pubblicizzando l’organizzazione. E’ variegata e diffusa a livello informatico. Mi è piaciuto da subito il calore e il contatto con i membri, anche se molto distanti. Mi permette di dedicare il tempo libero a qualcosa di interessante senza troppi oneri. Il fatto che danno una tessera è importante, come anche che ci siano molti progetti reali e non solo cose fittizie. L’assemblea è pubblica, e tutti possono parteciparvi perchè è su internet, l’estratto conto è pubblico. Insomma, fino ad ora si sono e ci siamo fatti onore“.

Massimo Zara: “L’associazione 4 anni fa non era molto conosciuta, perlomeno nel mio ambiente universitario, ma grazie a internet ci si incontra un po’ tutti: umanisti, transumanisti, futurologi, futuristi … pitagoras_sanzio I Filomati mi sono piaciuti per la storia di onore e sacrificio, anche umano, che è testimoniata da amplia documentazione. Da fuori sembra la solita associazione culturale, ma da dentro le cose cambiano perchè ci si sente parte di una società nella società. Un po’ come le confraternite studentesche americane degli alpha-betha-theta…ma da noi ci trovi un po’ tutti ed è transnazionale. Con le dovute riserve, se hai un progetto culturale lo puoi realizzare con loro, ed è ben pubblicizzato. La quota è irrisoria“.

Martina Ricci: “Sono da poco nel Filo ma sento che l’aria che si respira è libera ma seria. Spero un giorno di poter fondare un gruppo mio, anzichè fondare un’associazione a parte. Il messaggio più importante, mi sembra, è che se tutto in questo periodo si disgrega e si frantuma, la filomazia cerca di unire sotto una nuova bandiera, senza parlare di politica o del proprio credo religioso. Diciamo che è importante radicarsi sul territorio ma essere presente su internet e viceversa“.

Francesco Ciocci: “Sono entrato nell’associazione circa 5 anni fa nella neonata sede di Roma. Ho ricoperto diversi incarichi, anche se tutti di breve periodo, fino a quella di archivista. icone-phi-greco-di-simbolo-10193226Senza i filomati non avrei mai scritto due libri, e non mi sarei aperto cosi tanto sia culturalmente che socialmente. Trovo la nostra realtà molto adatta ai giovani, ma anche agli anziani che si sentono coinvolti, come anche ai professori, ma pure a imprenditori. Per esperienza vi dico che quasi tutti trovano posto e che non si tratta della solita associazione, ma nemmeno di una organizzazione che ti prende tutto il tempo. Leggete la nostra storia e capirete. Grazie”.

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