Zombie in Indonesia

images In Indonesia i morti tornano a camminare per le strade. La notizia, tutt’altro che nuova circola nel web, tanto da far tornare in auge le fotografie, scattate nel 2009 (non ce ne sono di nuove al momento) di una donna in decomposizione che cammina per le strade. Il 5 settembre del 2009, con l’intento di soddisfare la curiosità di alcuni amici, un giovane di nome Onesimus decide di raccontare la sua personale esperienza inerente il fenomeno del “Mayat berjalan”,donna-morta-cammina-270x360 letteralmente tradotto in “cadavere ambulante”. Le foto sembrano autentiche, certamente siamo colti da dubbi lancinanti. Lo chiediamo a Danilo Campanella, studioso di filosofia politica e specializzato nei fenomeni sociali.

Dott. Campanella secondo lei sono vere le foto del web oppure si tratta di un’allucinazione di massa?

“Guardi, dovrebbe chiedere a un antropologo o a un esperto di grafica. Se si trattasse di allucinazione di massa, poi, dovrebbe includere anche noi, non le pare? Tutti, fuorché un teleobiettivo”.

Mi sono spiegata male. Intendevo, in caso si trattasse di un trucco ad opera di ciarlatani – e di questo certamente si tratta – la cultura asiatica potrebbe essere più facilmente suggestionabile, al contrario della nostra, a causa dei miti che ancora in essa si protraggono?

“Ne dubito. Comunque secondo me le foto sono vere”.

In che senso?

“Nel senso che vi sono alcune popolazioni, come il gruppo etnico dei Toraja per i quali la morte diviene un evento molto importante da prevedere complesse celebrazioni funebri, la cui organizzazione può durare molti mesi. Le mummie vengono riesumate, lavate e vestite con indumenti nuovi. Poi le si fanno “camminare” come burattini per le piazze”.

Non potrebbe trattarsi di un ritorno della lebbra in quei Paesi?

“La lebbra non deve affatto ri-tornare. E’ un morbo ancora molto diffuso. Comunque no, credo che si tratti di un rito funebre”.

In molti avrebbero preferito la venuta più folkloristica di moderni zombie…

“Probabile. Mi dispiace per loro. Comunque non si dispiacciano perché la società contemporanea è una società di morti. Morti dissotterrati, ma pur sempre zombie, rispettabili”.

In che senso?

“Nel senso che la cultura di massa del post-modernismo ha tolto il senso critico delle persone facendole regredire a meri individui. L’uomo in sé. Detto ciò, le assicuro che a volte quando parlo in pubblico partecipando a qualche conferenza mi sembra di parlare a una platea di morti”.

Eppure i morti non si muovono.

“E chi lo dice? Esistono anche movimenti post-mortem. Ciò che li fa muovere sono i vermi, l’aria contenuta nei corpi, non certo la vita. Il senso critico è, oggi, quello che manca. Alcune culture, antiche di millenni, sono molto legate al “mondo oltre la tomba”. Loro lo vivono. Noi lo subiamo”.

Grazie.

Martina Ricci.

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