A gennaio chiude l’Agea: crisi alimentare in arrivo.

crisis-recession-global-financial  Da gennaio 2014 l’Agea chiuderà i battenti. L’ agenzia europea per gli aiuti alle persone bisognose che,  tramite il suo operato, elargisce fondi atti ad aiutare gli “assistiti” della Caritas, dell’Ordine di Malta e di altre organizzazioni, laiche e non, delegherà ai singoli governi le proprie funzioni. Chiudendo l’Agea verranno a mancare i rifornimenti del banco alimentare. L’Unione Europea chiede che siano le singole nazioni ad occuparsi del problema, istituendo delle organizzazioni locali per aiutare i bisognosi. Solo due Paesi non avranno grosse difficoltà nel preparare le misure necessarie a tamponare la decisione dell’UE (Germania e Francia) ma l’Italia, la Grecia e la Spagna? In Grecia è emergenza lavoro, sanità e sicurezza. La polizia cerca di intervenire il meno possibile nel pronto intervento, in modo da risparmiare sulla benzina e sulle vetture, e i neonati si stanno ammalando di diabete a causa dell’acqua e zucchero che viene data a molti di loro come sostituto del latte in polvere. In Spagna si è registrato il fenomeno preoccupante della vendita di organi on-line: a Malaga una ragazza madre ha tentato di farlo per 40.000 euro in modo da scampare allo sfratto di casa; non è stato un caso isolato. In Italia circa 3 milioni e mezzo di persone (su 60 milioni) venivano aiutate dagli enti caritatevoli. La politica nazionale riuscirà ad emanciparsi per tempo, approntando le misure necessarie coinvolgendo enti ed associazioni? Nel frattempo i poveri, i vagabondi e i diseredati dove dormiranno? Dove mangeranno solo in Italia 80.000 persone che, almeno una volta al giorno chiedevano un piatto di minestra? Quelle famiglie che vivono nelle zone più diroccate e periferiche delle città che, fino ad ora, hanno avuto la sicurezza della spesa mensile, come reagiranno? Non dovremo forse considerare l’aggiunta povertà dei nuovi profughi politici? L’assenza di aiuti alimentari sarà la scarica di rabbia che, incoraggiata dal bisogno, colpirà le strade e le case. In Italia vi sono circa 100.000 senzatetto regolarmente censiti, escludendo quelli dediti al nomadismo e gli stranieri senza fissa dimora. In tutta Europa sono 4 milioni. Immaginiamoci quanti di coloro che oggi ricevono un pacco alimentare o vanno a mangiare ad una mensa per poveri, molti di loro ex detenuti, messi alle strette rapineranno, mendicheranno, forzeranno i cancelli delle ville e entreranno negli appartamenti. Persino la “ricca” Francia, il Paese che ha “inventato” i diritti dell’uomo fatica adesso a mantenere invariato lo stato sociale, tutelando gli appannaggi, i sussidi, gli assegni familiari. Solo a Parigi circa 3.000 senzatetto ricevono 530 euro dallo Stato francese, ogni mese. Squadre di ragazzi di strada li derubano regolarmente, scegliendoli come facili prede della loro violenta cupidigia. La crisi economica partorirà i suoi figli da gennaio venturo, molto lentamente, con una gradualità che, comunque, non verrà affatto ignorata dalle fasce più deboli della popolazione. La semplice parola “pane” è stata lo slogan di tutte le rivendicazioni sociali, le più violente. I nuovi fermenti popolari arrivano già da mesi in alcuni Paesi dell’Est, in Cina, in Corea del Nord e in Russia. L’assetto geopolitico mondiale è in forte mutamento, un nuovo spostamento delle terre politiche emerse che slogherà il panghea social-economico esistente. verga Dato il periodo molti di noi si staranno già preparando per il Natale ma, a questa notizia, forse tutti dovremmo preoccuparci della Pasqua imminente. Enrico Verga (a sinistra), esperto di geopolitica e Ceo-Fondatore presso Dreamjobs Lavori Internazionali sembra più cauto: “Che l’agenzia europea abbia delle criticità è un fatto. Tuttavia già da tempo le singole nazioni hanno imparato a gestire le loro situazioni. Vero è che lo scenario greco sta mettendo a dura prova l’intero sistema sociale ellenico e la spagna mantiene dei problemi simili. l’Italia ha trovato un supporto anche nelle molte opere di carità quali la caritas e, se è vero che la visione europea sia in costante deterioramento, credo vi sia ancora possibilità di una stabilizzazione“.

Danilo Campanella.

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