Intervista – Crescita personale? Sì, e senza diventare buddhisti.

Logo AGAPE L’associazione Agape Coaching mette insieme psicologia e spiritualità occidentale. Il mondo della “crescita personale” continua a crescere, con un numero sempre maggiore di persone che ricorre a tecniche, a volte buone altre volte meno, per migliorare se stesse, il proprio rapporto con le emozioni, la gestione dei propri obiettivi. Da Tony Robbins a Roberto Re, tutto il mondo è pervaso da questa spinta alla crescita. È da poco nata una associazione, la “Agape Coaching” (www.agapecoaching.org) che innesta queste esigenze con i presupposti della tradizione ebraica e cristiana. Abbiamo intervistato il presidente, il Prof. Paolo Gambi.

Professore, che cos’è questa “crescita personale” e a cosa punta?

“Ogni essere umano ha incastrate nella parte più intima di sé una serie di domande che puntano alla felicità: tutti vogliamo essere felici. Ma cosa facciamo per esserlo? Ogni giorno lasciamo che la nostra felicità dipenda da ciò che ci circonda. Consegniamo cioè il nostro più grande potere agli avvenimenti che ci capitano, specialmente se invece di essere cose apprezzabili sono sventure, scocciature o anche solo scomodità. Se ci capita qualcosa di buono tendiamo a pretendere di più, se ci capita qualcosa di negativo addirittura gli consegniamo la nostra serenità. E così facendo non ci rendiamo conto che il vero e più efficace segreto per la felicità è quello di non farla dipendere da quello che succede fuori, custodendo gelosamente la nostra più intima ricchezza. Il mondo della “crescita personale” porta consapevolezza ai nostri processi interni ed esterni e ci consente di riprenderne il controllo. E di essere più felici”.

Che cosa vi caratterizza e vi distingue dalle altre associazioni? prof

“Il matrimonio che abbiamo celebrato fra la crescita personale e la tradizione ebraica e cristiana. Ci si occupa molto della parte più appariscente del cristianesimo, cioè del suo apparato di chiese, gerarchie, papi, vescovi, cardinali, quando la parte più interessante resta sempre la più nascosta, discreta, profonda. Ossia la dimensione della spiritualità. Le domande di senso piantate nel cuore degli uomini e delle donne che compongono l’umanità non smettono di pulsare, spesso dolorosamente, e quanto meno le chiese se ne occupano, quanto più le persone si arrangiano in altro modo. Non è un caso che la psicologia nasca proprio nel “800, in un momento in cui le chiese cristiane, potremmo dire operando una pur discutibile generalizzazione, erano in un grande depressione spirituale”.

Insomma mettete insieme crescita personale e tradizione ebraico-cristiana. Che significa?

“Tutto inizia dal “peccato originale” della psicologia. Questa scienza che nasce per applicare il metodo scientifico, e quindi la razionalità, all’orizzonte della psiche, va in crisi quando raggiunge le profondità misteriose dell’essere umano. Una volta che con mezzi psicologici abbiamo compreso il funzionamento del nostro cervello prendendolo per le briglie ed abbiamo acquisito un controllo soddisfacente delle nostre emozioni, ci si trova di fronte al mistero dell’essere umano, a quell’anima irrazionale confrontandosi con la quale il metodo scientifico, frutto della sola mente, non funziona più. Ecco perché alcuni grandi psicologi, basta ricordare il Goleman dell’intelligenza emotiva, ma anche Ekman, quello delle microespressioni facciali, e lo stesso Jung, hanno sentito l’esigenza di trovare strumenti provenienti dalle tradizioni spirituali per andare più a fondo nello studio dell’essere umano. E l’uomo nei millenni ha elaborato moltissime diverse tradizioni che non rispondono alla mente razionale ma allo spirito misterioso. Ecco allora che chi intraprende un cammino di crescita personale finisce per praticare la meditazione buddista o per diventare un cultore della New Age e del sincretismo religioso.

Quello che forse bisognerebbe chiedersi è: ma è necessario andare ad Oriente nel buddhismo di Goleman, nell’induismo o nella New Age per trovare questi strumenti spirituali? L’occidente, nella sua tradizione giudaico-cristiana, ha nel petto un cuore pulsante di spiritualità che ha riempito di senso centinaia di generazioni per arrivare sino alla nostra. Solo che sembra siano sempre meno quelli che vi attingono. Preti e vescovi compresi. Abbiamo voluto riprendere il cammino da qui”.

E cosa fate concretamente?

“Fondendo le più moderne discipline psicologiche – Programmazione Neuro-Linguistica, Neuro-Semantica, Semantica Generale, Psicocibernetica, Goals management, ecc. – con i presupposti della mistica occidentale ebraica e cristiana aiutiamo le persone ad intraprendere il loro viaggio dentro se stesse. Offriamo quattro tipi di attività: Coaching individuale, con l’ausilio dei nostri coach d’eccezione; incontri pubblici mirati al miglioramento di aspetti specifici (la gestione delle emozioni, la relazione con l’altro sesso, il modo di comunicare); formazione aziendale, per portare nei luoghi di lavoro un’onda di crescita e di umanità; infine formiamo nuovi coach.

L’associazione è in fase fortemente espansiva, per cui se qualcuno fosse interessato a portare le attività nella propria città o nella propria azienda non esiti a contattarci: coaching@agapecoaching.org”.

Danilo Campanella.

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