Amare non è avere

foriQuando l’uomo ha recintato un terreno con il primo steccato, ha dato origine alla proprietà. Quel terreno per rendere qualcosa e per essere ben tenuto doveva essere sfruttato e pulito, ed è nato il lavoro. Il lavoro doveva essere organizzato, ed è nata la politica. Gli uomini dovevano, col tempo, essere motivati per lavorare ed è nata l’ideologia, assieme a quella che i latini chiamavano locutio contra mentem: la bugia. In un colpo solo l’essere umano inventò proprietà, lavoro, politica e ideologia. Detto questo, non voglio arrivare ad appoggiare un qualche genere di comun-ismo, quanto sottolineare l’origine delle cose e la loro maternità, ovvero il comune denominatore: il dominio. La-schiavitù1L’uomo cambiò abitudini e visione del mondo. Anzi, possiamo dire che se prima il mondo veniva visto per quello che era, da quel momento il mondo venne costruito intorno a qualche idea. Anche l’amore venne ridimensionato, rimodellandolo attorno al dominio e, quindi, ad un possesso. E venne detto “mio” marito, “mio” figlio, “mia” moglie. Termini come “io” e “mio” divennero preponderanti, e l’avere valse più dell’essere. Se prima si “amava” qualcuno, da quel momento si amò il fatto di “possedere” qualcuno, di sentirselo proprio. LEGANERD_034917Questo “sentimento all’ingrasso” divenne un sentire “bovino”, piuttosto che essere dedizione per l’altro e gioia per l’altrui libertà. Tommaso d’Aquino soleva dire che la più alta forma d’amore è l’amicizia, perché prescinde dal rapporto fisico e, quindi, dal desiderio di possesso. Amare sarebbe, per l’Aquinate, vedere nell’altro un “io” da amare di per sé escludendo motivi di utilità e interesse. Questo accade quando non si vede il mondo come una “cosa” ma per ciò che è: un organismo vivente, e in questo senso la terra, l’acqua, il vento assumono un senso differente. Forse è per questo che i poeti, gli artisti e i filosofi sono innamorati ogni giorno. Ma oggi anche il termine “amore” è diventata una parola come le altre, anzi, è diventata una parola e, come spesso accade se ne è abusato, tanto da nauseare persino. Oppure è inteso come l’altro capo dell’odio, l’esatto opposto del male. Dove c’è il bianco c’è il nero, diceva un’antica teosofia. Ma un amore siffatto non è amore, solo un amore camuffato o, se volgiamo, l’opposto dell’odio. Ma esso è un mistero, secondo O. Wilde, più grande e profondo del mistero della morte. L’Amore non ha riferimenti, non pensa a ieri o a domani, ma all’oggi, attraverso l’azione del con-dividere, e condividendo, rivelarsi. Non ha ragioni, non ha motivi, se non la gioia di condividersi. L’amore, ovvero l’intrinseca condizione dell’essere e la sua prima azione, il suo fondamentale moto dinamico, che relaziona tutto ma non è esso stesso una relazione, è uscito fuori dal mondo con la guerra. Le guerre sono la prova che il conflitto ha preso il posto del dinamismo dell’essere. Ciò che ci muove è, oggi, la concorrenza, la rivalità, o quello che potremmo definire come “conflitto scalare”. In tal modo il “polo magnetico” della coscienza si è invertito e, come capì E. Fromm, gli uomini svilupparono l’amore immaturo di chi ama perché “ha bisogno di … ” e non quello di chi “ha bisogno di … ” perché lo ama. Eppure qualche “intoppo” della nostra evoluzione, fortunatamente ancora in atto, ha trasmutato i nostri sentimenti slegandoli dalla realtà. Quei primi uomini “civili” recintando con qualche canna di fiume un piccolo pezzo di terra cambiarono totalmente il corso degli eventi.  Non paghi di quello, recintarono se stessi, delimitarono i confini di quello che i filosofi chiamano “anima” e che prima non aveva delimitazioni, salvo, Platone ne sarà lieto, quella del corpo. Delimitazione che, per’altro, è transitoria. Insomma, amare non divenne più ammirare e apprezzare un fiore, ma coglierlo.

Danilo Campanella.

 

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danilo-campanella Danilo Campanella è un  filosofo della politica, in particolare ad indirizzo storico-critico ed etico-politico. Ha collaborato con numerose riviste, fra cui l’Espressione Umanista, Una Nuova Coscienza, La Runa Bianca, Orizzonte Universitario, Recencinema, e molte altre. Ha scritto per case editrici come la Taphros, Luz,  Nuova Cultura, La Carmelina.  I suoi scritti sono presenti nelle maggiori biblioteche pubbliche e private, tra le raccolte di filosofia, filosofia contemporanea, politologia e teoria dello Stato. E’  stato intervistato dall’emittente Gold TV, Radio SBS Australia, dal quotidiano E-Polis (23-02-2010, Anno VII N°41) e dal quotidiano nazionale Il Tempo (25-02-2010, Anno LXVII N. 55) e dalla web radio Radio Libera Tutti e dal sito di contro-informazione Nocensura.com.

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