Non si fermano le violenze dei radical-islam

assadIn tutto il mondo islamico assistiamo impotenti alla nascita di nuove frange dell’Islam radicale. Non andate avanti, se le immagini che seguono e le parole che seguiranno potrebbero dare fastidio ai più deboli. I musulmani più intolleranti si uniscono in campagne pseudo-culturali, partiti politici, lotte violente da strada e squadroni della morte. In particolare giungono ai nostri occhi le immagini della grave situazione Siriana, e alle nostre orecchie notizie delle violenze. Fonti diplomatiche si impegnano in caroselli senza fine per tutelare i potentati economici, anziché la libertà, non religiosa, ma la libertà in quanto tale. Nessuna religione, infatti, porta la violenza diretta e indiscriminata, sadica, insensata e insensibile alla quale assistiamo oggi, nell’epoca dei computer e di internet, della televisione e della radio. Mariam, ad esempio, era una ragazza cristiana di appena quindici anni, originaria di Qusair, città del governatorato di Homs, 35 chilometri a sud di Damasco. La città, che era diventata roccaforte dei ribelli siriani, è stata riconquistata dalle truppe dell’esercito regolare agli inizi di giugno. La famiglia di Mariam era in città quando miliziani legati al gruppo jihadista Jabhat al-Nusra l’hanno conquistata e occupata e, trovandola in casa, l’hanno rapita e fatta sposare a un comandante militare, convertendola a forza all’islam. Quello che ha attratto i miliziani è stata la sua bellezza, che hanno ammirato e temuto, perchè alcune persone hanno paura della bellezza e, dopo averla posseduta con la forza, la sfigurano, la deturpano. La bellezza, come la verità, rende liberi, ma coloro che non operano per la libertà odiano la bellezza. Dopo essere stata ripudiata dal primo, è stata fatta sposare da un altro, e da un altro ancora. Un vile e tragico espediente per giustificare il sesso con una donna. Per farla breve, dopo una decina di giorni la ragazza è stata ridotta cosi, forse perché è impazzita o perché si è ribellata alle ennesime torture:

islam

 

 

 

 

 

Io non voglio esprimere troppa rabbia, ma riportare i fatti come ci vengono narrati. Aggiungo, in ultimo, che questa “gente” a cui vengono date le armi da non si sa chi, sarebbe l’alternativa al regime di Assad.

 

Stefania Campanini.

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PS Ringrazio Philomath News per avermi permesso di pubblicare quello che altri organi di informazione non hanno voluto per motivi di immagine.

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