Non Expedit e Papa Pio IX

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Oltre Tevere

  Il non expedit era una formula di dissuasione, o negazione attenuato (lat. «non giova, non conviene»), adoperata dalla Chiesa Romana, e con essa la Santa Sede espresse il divieto ai cattolici italiani di partecipare alle elezioni e, in specifico, alla vita politica dello Stato italiano. Fu abolito in modo definitivo da Benedetto XV, che nel 1919 consentì ai cattolici di aderire al Partito popolare, che si era creato in  quello stesso anno. Con il Non expedit papa Pio IX in data 10 settembre 1874 si espresse negativamente circa la partecipazione dei cattolici italiani alle elezioni e in generale alla vita politica dello Stato. In concreto si trasformò in un invito (non licet) per i cattolici a non esercitare il proprio diritto di voto riconosciuto loro dalla Destra storica. Poco tempo dopo i fatti della breccia di Porta Pia, della conseguente perdita del controllo su Roma e del potere temporale di cui il Papa godeva da secoli, la Sacra Penitenzieria, organo politico del Vaticano, emanò il suddetto veto come ripicca[citazione necessaria] verso quegli uomini che avevano tramato contro il Papa ed il Vaticano, un divieto col quale si potesse in ogni modo sfiduciare la partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. Secondo alcuni critici il Non expedit rispecchia +18.02.2007.Benedizione Nicolini Giorgio e Opus Vitae - Pio Nonoun sentimento di rancore che la Santa Sede, e la Chiesa in generale, serbavano contro il neo-stato italiano. Attenuato da Papa Pio X dapprima nel 1904, su esortazione dei cattolici bergamaschi Gianforte Suardi e Paolo Bonomi, e poi nel 1905 anche con l’enciclica “Vehementer Nos”, che permise grazie al patto Gentiloni stipulato in età giolittiana nel 1913 la partecipazione ai Vescovi alle elezioni amministrative in speciali circostanze, il divieto fu definitivamente abrogato nel 1919. Benedetto XV, revocando definitivamente il Non expedit, autorizzò di fatto don Luigi Sturzo a fondare un partito dichiaratamente cattolico, che prese il nome di Partito Popolare Italiano. Don Sturzo pubblicò il suo manifesto programmatico proprio nel 1919.

Riccardo Narducci.

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