I have a dream?

martin-luther-kingIl “sogno” di Martin Luther King compie mercoledì 50 anni: “che i miei quattro bambini un giorno possano vivere in una nazione nella quale non verranno giudicati per il colore della loro pelle, ma per la sostanza del loro carattere! … ” Barack Obama, il primo presidente afro-americano della storia Usa, presiederà una cerimonia in cui pronuncerà un discorso nello stesso Lincoln Memorial di Washington dove il reverendo King, il 28 agosto del 1963, parlò di fronte a una folla di 250.000 persone. La politica è conoscenza dei problemi reali e delle possibilità reali di realizzare un progetto sociale, attraverso impegno e responsabilità. il sogno è sicuramente una forma di comunicazione efficace, retorica, che ha una qualche valenza. obama-bestNonostante ciò non possiamo fermarci su questo. Non possiamo affidarci al sonnambulismo, al miracolo, italiano o americano che sia. La politica si muove su responsabilità, conoscenze, competenze. Martin Luther King aveva una reale, fattuale conoscenza della costituzione sociale del suo Paese, della nascita di una nuova “borghesia nera”, di un momento storico difficile, ma favorevole, per portare avanti la sua battaglia politica dei diritti e delle pari opportunità. Era tutt’altro che un sognatore, e sarebbe ingiusto ricordarlo come tale. kennedyDetto questo, perché mancano leaders? Intanto perché le nuove generazioni si sono trastullate su altro che non fosse l’esperienza collettiva, relegandosi all’interno di una realtà asettica e, spesso, virtuale. Colpa dei loro genitori è forse quella di essersi dedicati maggiormente al lavoro che all’attivismo politico, dando la loro “delega in bianco” ad una classe politica che, lentamente, da riformista è diventata conservatrice e si è arroccata su posizioni partitocratiche e di conservazione del potere ottenuto. Servono dei leaders? jobsQuesta è la domanda, a mio avviso, più pressante. In una società matura, formata da persone critiche, di leader non ve n’è bisogno, perché a questi si sostituisce l’equipe di lavoro. In una società elefantiaca, burocratico-amministrativa, e immatura dal punto di vista culturale e intellettuale è ovvio che si cerchi di sostituire la mancanza di organizzazione con un leader. Steve Jobs, grande leader, disse “siate affamati, siate folli!” Eppure non si è fermato a questo “aforisma” per fondare il proprio apparato economico e di potere. Ha maturato competenze attraverso impegno e responsabilità, verso se stesso, la sua famiglia, i suoi clienti e, successivamente, i suoi investitori. Vediamo il caso di Obama. pertiniIl Presidente degli Stati Uniti non si è formato e non è stato eletto in base a una credenza, a un sogno popolare, poiché egli è stato, come altri leaders occidentali, espressione e impegno di importanti apparati di politici, partiti di programma, università, no-profit e di vera ricerca. Non mi soffermo sulla retorica acefala dell’importanza dell’età giovane di un leader. Essa non garantisce né competenze, né equilibrio emotivo, né coraggio, semmai incoscienza. Certamente è preferibile che i “grandi vecchi” istruiscano e sorveglino, da lontano, lentamente le nuove generazioni, anziché guidarle in battaglia. Aldo Moro 1Per concludere, spesso gli stessi affezionati della Repubblica e della democrazia dimenticano che la giovinezza al potere l’ abbiamo già provata.
Il sogno è l’espressione retorica di un progetto politico basato su competenza, responsabilità, conoscenza del terreno “di gioco”. Se mancano questi fattori il sogno svanisce.

Danilo Campanella.

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