La criogenesi e i suoi passi avanti

imagesUn arresto cardiaco improvviso, ma senza alcun danno, di uno studente di 27 anni che grazie al pronto intervento del 118 “Bologna Soccorso” e l’innovativa  tecnica  con cui i medici hanno “congelato” ha avuto salva la vita. Sembra che la criogenia stia facendo passi in avanti notevoli, e possa essere applicata, finalmente, alla biologia umana. Il metodo impiegato per salvare l’uomo colto da infarto a Bologna è un kit di raffreddamento a placche, di produzione austriaca, utilizzato in Italia solo dall’ “Ospedale Maggiore”. Affluendo meno sangue al cervello del paziente, rallentando così l’attività globale, si sono evitati danni anche cerebrali. In ospedale sono state applicate al ragazzo  7-8 placche adesive rettangolari, contenenti un gel speciale in grado di ridurre velocemente la temperatura corporea e in un’ora la sua temperatura scese a 33 gradi facendo nel frattempo le manovre rianimatorie di rito. Il fatto succede al via libera da parte dell’amministrazione ministeriale australiana a procedere alla costruzione di un centro specializzato per lo studio e l’applicazione dell’ibernazione umana. Il centro che ospiterà la famiglia di un biologo locale e avrà un’estensione sotterranea di sessanta ettari. Sorgerà a Cowra, una località a circa 300 chilometri ad ovest di Sydney. Una volta ultimati i lavori la struttura sarà il terzo centro criogenico del mondo. Per chi fosse interessato, è possibile rivolgersi ad Alcor un’associazione senza scopo di lucro made in USA, che oltre al servizio di “criogenesi totale”, offre la possibilità, a prezzi decisamente più contenuti, della “neurosospensione”, in pratica il congelamento della testa.

Silvia Alessandrini.

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