Serve veramente oggi una “riscossa cristiana”?

imagesTra considerazioni etiche e morali, politiche e confessionali, Piero Vassallo non risparmia nessuno, nemmeno Eugenio Scalfari e Massimo Cacciari. Un’intervista schietta, vivace, sincera sulle prospettive dei cattolici nella società e sulla loro presenza nell’ambiente culturale.

Domanda. Tra eutanasia, aborto, cellule staminali, scontro per i diritti omosessuali e problemi sociali laici c’era davvero bisogno di un altro organo di informazione confessionalmente orientato?

Risposta. Il sito “Riscossa cristiana” ha per fine la difesa delle verità di ragione e la rivendicazione del diritto naturale, oggi calpestato dalla furia “radical chic”. Il sito, di regola, propone argomenti che interessano tanto i credenti quanto i non credenti. Tutti i collaboratori del sito professano la fede cattolica ma solo alcuni intervengono e raramente su temi teologici. In ogni caso i nostri qualificati collaboratori (mons. Brunero Gherardini e padre Giovanni Cavalcoli, ad esempio) sono in linea con il magistero romano. La costante crescita del numero di visitatori del sito ci induce a credere nella bontà del criterio scelto dal direttore Paolo Deotto e da me condiviso.

Domanda. Quale è il vostro “target” di pubblico?

Risposta. “Riscossa cristiana” è un sito specialmente proposto al vasto popolo della delusione e dell’inquietudine post-moderna. I redattori del sito sono convinti dell’esistenza di una folla alla ricerca di un’uscita dagli errori e dalle magagne discendenti dalla metamorfosi crepuscolare del “mondo moderno”. Siamo consapevoli della difficoltà associata al tentativo di avviare un dialogo con l’area del disagio e dello smarrimento. Area martellata dagli illusori messaggi lanciati dai media. Alcune lettere dal nostro pubblico ci inducono tuttavia a osar credere che siamo vicini al nodo cruciale dell’età presente.

Domanda. Le crede che il cattolicesimo romano possa oggi rispondere alle grandi domande dell’umanità e ai bisogni quotidiani di tutti? Oppure rimane una variante dogmatica per i credenti?

Risposta. Nell’attuale fase storica la prima linea del cattolicesimo è schierata di fronte alla cultura di morte, che è indissolubilmente associata all’ateismo radicale. Penso alla lettura mortifera della filosofia hegeliana (“vertice speculativo della modernità”) proposta da Alexandr Kojève. Dietro la festa libertina è in scena la sartriana “morte nell’anima”. Solo il Vangelo ha parole di vita, solo il Vangelo contiene le risposte al popolo dell’angoscia esistenzialista.

Domanda. Quali sono gli articoli che avete pubblicato e che hanno avuto più successo?

Risposta. Senza dubbio gli articoli filosofici di padre Giovanni Cavalcoli e di Giulio Alfano. L’accesso facilitato all’università ha incrementato enormemente la conoscenza della filosofia. Se non che la filosofia oggi al potere offre quasi esclusivamente incentivi alla disperazione. I filosofi di successo, ad esempio Massimo Cacciari, e gli autorevoli divulgatori, ad esempio Eugenio Scalfari, diffondono la deprimente religione del nulla, che è inscritta nel quadrangolo neognostico Leopardi-Schopenhauer-Nietzsche-Guénon. Coloro che cercano una via d’uscita devono cominciare dall’interrogazione della filosofia perenne, che raccoglie le verità indeclinabili sull’uomo e confuta le divagazioni sul nulla lucente.

Domanda. Quali sono i risultati che sperate dal prossimo futuro?

Risposta. Ci auguriamo che il nostro lavoro contribuisca a porre le basi per la rinascita (auspicata dal regnante pontefice) di un movimento politico d’ispirazione cristiana. A tal fine sono indirizzati i penetranti “fondi” di Paolo Deotto e gli articoli magistrali di padre Cavalcoli, di Giulio Alfano, di Vinicio Catturelli e di Pucci Cipriani. Infine ci auguriamo che la fatica sopportata da Piero Nicola per liberale la letteratura cattolica del Novecento dalla cattività gramsciana abbia l’esito che merita.

Massimo Zara.

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Piero-VassalloPiero Vassallo è nato a Genova nel 1933. Docente emerito della Facoltà teologica del Nord Italia. Presidente dell’associazione degli scrittori liberi del Nord Ovest, autore di numerosi saggi e articoli.

Laureato in filosofia al termine di un percorso scolastico accidentato e tormentato da strutturale indocilità, malattie, bellici impedimenti, professori ignoranti e/o tormentosi e problemi economici.
La mortificante esperienza della scuola ha edificato, alle spalle del suo pensiero schiettamente e risolutamente reazionario, un invincibile stato d’animo anarchico.
Precocemente affascinato dal mistero della scrittura, infatti, conobbe le lettere dell’alfabeto prima di iniziare la scuola. Purtroppo sapeva leggere e scrivere solamente in stampatello (i caratteri dei fumetti di Phantom, su cui si era formato), onde l’immediato conflitto con la scuola, che pretendeva l’uso del corsivo. Il conflitto con la pedanteria comunque non è mai cessato.
Nell’adolescenza aveva cercato gratificazioni nello sport, ottenendo risultati molto promettenti nella corsa veloce.
Il conflitto con la cultura durò fino al 1949, quando, frequentando (senza una precisa ragione) le agitate sedi del Msi, conobbe il fascino delle idee, che la pedanteria dei pedagoghi costringeva a detestare.
Ha iniziato l’attività para-giornalistica nel 1951, sollecitato da Giano Accame, instancabile talent scout e paziente educatore della giovane destra.
Aveva aderito al Msi, condividendo l’emarginazione dell’Italia perdente. Insieme con Stefano Mangiante, Giovanni Frangini, Sergio Pessot, Mauro Ravenna, Enrica Negri, ha ciclostilato e diffuso l’animoso foglio “Gerarchia”.
Nella fase iniziale e rudimentale dell’attività pubblicistica ha inviato notizie dal Msi genovese al settimanale “Asso di bastoni”. Poi ha iniziato a pubblicare succinte note e articoli brevi su alcune riviste controcorrente, quali “Rinnovare” (rivista studentesca fondata da Stefano Mangiante e Giovanni Fodera), Nazione sociale (direttore Ernesto Massi), Vespri d’Italia (direttore Alfredo Cucco), Ordine Nuovo (direttore Pino Rauti, animatore Clemente Graziani), Azione (direttore Massimo Anderson), Carattere (direttore Primo Siena, condirettore Gaetano Rasi), Picchio Verde (direttore Orazio Santagati), La Sberla (direttore Michele Di Bella).
Dopo gli incresciosi avvenimenti del luglio 1960 ha aderito (insieme con Giano e Franco Accame, Piero Catanoso, Fausto Gianfranceschi, Fausto Belfiori, Giampaolo Martelli, e Gaetano Falzone) ai centri tambroniani per l’Ordine Civile.
In seguito ha collaborato allo Stato (direttore Gianni Baget Bozzo, capo redattore Nicola Guiso), alla terza pagina del Quotidiano (direttore Nino Badano) e alle rivista Il Centro (direttore Guido Gonella).
Tra il 1963 e il 1964 ha firmato alcuni lungometraggi mandati in onda dal culturale della Rai (direttore Pier Emilio Gennarini).
Interrotta la collaborazione con la Rai a seguito di un litigio sulle correzioni ideologiche imposte a una sua sceneggiatura, ha trovato lavoro come dirigente delle vendite in un’azienda tessile americana.
Non ha rinunciato all’attività culturale, tuttavia. Nel 1964, infatti, ha iniziato lo studio della figura del Beato Francesco Faà di Bruno.
Nel 1966, finalmente, è entrato a far parte del ristretto numero dei redattori di Renovatio, la rivista fondata dal cardinale Giuseppe Siri.
Nelle pagine di Renovatio, tra il 1966 e il 1990 ha pubblicato numerosi saggi sulla presenza di torbide suggestioni neognostiche nella filosofia postmoderna e note sulla Scienza Nuova vichiana.
Dal 1973 al 1983 ha partecipato attivamente ai lavori della fondazione Gioacchino Volpe e ha pubblicato articoli nelle riviste La Torre (direttore Giovanni Volpe), Civiltà (direttore Pino Rauti), Nuova Destra, direttore Amleto Ballarini, Il Conciliatore (direttore Gastone Nencioni, caporedattore Piero Capello), L’Italiano (direttore Pino Romualdi), La Quercia (direttore Pino Tosca).
Insieme con Francisco Elias de Tejada, Silvio Vitale, Giovanni Torti, Tommaso Romano, Paolo Caucci, Pino Tosca, nel 1974, ha fondato l’associazione italiana dei giusnaturalisti cattolici.
Nel 1979 ha fondato la rivista Traditio, alla quale hanno collaborato alcuni illustri esponenti della cultura cattolica, quali Ennio Innocenti, Andrea Dalle donne, Giovanni Torti, Paolo Caucci, Pucci Cipriani, Sergio Fabiocchi, Daniela De Rosa, Remo Palmirani, Sergio Fabiocchi, Pucci Cipriani, Franco Antico ecc..
Dal 1974 collabora ininterrottamente con la fondazione Thule, fondata a Palermo da Tommaso Romano. All’inizio degli anni Novanta fonda e dirige l’agenzia “Fatti & Cultura”.”
Ha collaborato con Il Secolo d’Italia dal 1989 al 1994. Ha collaborato alle riviste dirette da Siro Mazza, Certamen e Alfa e Omega. Dal 1996 al 2003 è stato editorialista dei quotidiani Roma, Il Tempo, Il Giornale d’Italia, La Discussione e con le riviste Spiritualità e letteratura, La Tradizione, L’Altra voce, Controrivoluzione, Meridiano Sud, il Borghese Nord e con i sito internet Effedieffe, La riscossa cristiana, Il culturista.
Vassallo ha dato impulso alla cultura della destra d’indirizzo tradizionale e d’ispirazione cristiana dimostrando la necessità di una ferma opposizione sia alle scuole fondate da pensatori neognostici, quali Heidegger, Guénon, Evola, Calasso, Quinzio e Zolla, sia alle scuole avventurosamente alla ricerca di un accordo con le declinanti ideologie del mondo moderno. Ha condotto un’aspra polemica contro le agenzie culturali, ad esempio l’iniziatica Adelphi, che tentano di sciogliere le giuste obiezioni al moderno nelle acque corrosive della gnosi spuria.
Grazie a un approfondita riflessione sul pensiero di Francisco Elias de Tejada ha inoltre stabilito la distanza che separa la politica tradizionale da tutte le filosofie che intendono il potere politico come un assoluto intrascendibile.
Nel 2006 ha pubblicato un saggio inteso a indicare nella rinascita tomista avviata da Cornelio Fabro l’unica vera alternativa alla catastrofe del laicismo filosofico. Nel 2008 è uscito un suo saggio sulla cultura della libertà, saggio in cui ricostruisce il cammino della tradizione italiana in età moderna. Recente la pubblicazione per i tipi della veronese Fede & cultura di “Memoria e progresso” saggio sulle risposte cattoliche al moderno. L’ultimo suo saggio “Itinerari della destra italiana”, è edito da Solfanelli in Chieti.

Un pensiero su “Serve veramente oggi una “riscossa cristiana”?

  1. Penso a quel Padre Domenicano che una mattina disse che ciascuno doveva pensare a salvare solo la sua anima e che nessuna Civiltà Cattolica sarebbe potuta risorgere. Anzi, trovava la cosa noiosa e chi l’affermava era fuori dalla Chiesa e dalla Comunione dei Santi ( N.B.)

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