La Capitale d’Italia ad una svolta

marinoIl 9 e 10 Giugno 2013 Roma ha votato il suo nuovo sindaco, ed ha scelto il medico Ignazio Marino. Nato a Genova nel 1955. E’ un medico ed è senatore dal 2006, ha svolto il ruolo di Presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale, ed è membro della Commissione Igiene e sanità del Senato della Repubblica nella XVI Legislatura. Madre svizzera e padre siculo. Marino, che ha vinto le elezioni romane al 63 % parla in una sala gremita, a braccio, con grande calma e sobrietà. Ringrazia tutti, e desidera che Roma nei prossimi anni possa essere “orgogliosa di lui”. Ci sono tante cose da fare, e nella “città meravigliosa” chiede l’aiuto di tutti, anche a coloro che non lo hanno votato. Il sindaco uscente Giovanni Alemanno intanto fa i conti con la disfatta.  Fosse ardeatine - omaggio del Sindaco di Roma ai martiriPoche le persone ai suoi comizi elettorali. Anche Alfio Marchini non ha brillato nelle elezioni precedenti che portarono al ballottaggio. Il M5S, che a piazza del Popolo per il candidato Marcello De Vito, avrebbe radunato 35-40mila persone (secondo gli organizzatori).  campanellaNon hanno certo brillato nemmeno i numeri di Piazza San Giovanni, dove Ignazio Marino, candidato del Pd ha chiuso la campagna elettorale con il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti ed il segretario del Pd Epifani. A Roma “cadono” tutti i Municipi di centrodestra, perfino il XX definito da molti la “corazzata” per la sua pretesa inespugnabilità, ma ora “conquistato” dal presidente Daniele Torquati che, con la sua elezione, ha interrotto una tradizione “destrorsa” durata 22 anni.  Nonostante tutto, Roma Capitale e il Lazio tutto attuano la “svolta a sinistra” dopo il regno delle destre (Storace) e del centro destra italiano. Ora la sezione locale dei filomati, con i suoi 300 membri tra soci e aderenti nelle sezioni di Roma, Viterbo e Albano Laziale, dovranno dialogare con la nuova amministrazione per trovare un terreno di confronto per la realizzazione dei propri progetti culturali, certa della sensibilità dei nuovi soggetti politici. Oltre al fiume Tevere in degrado, alla piccola criminalità dilagante, i trasporti pubblici e le strade dissestate, Ignazio Maino dovrà fare i conti con la chiusura della maggioranza dei Centri giovani, delle associazioni culturali senza una sede, e delle fiere del libro inesistenti in quella che vuole essere, a ragione, Roma “capitale”. Lo tsunami del centrosinistra, comunque, non si ferma al centro-Italia, ma in 16 comuni. Nonostante la grande astensione (circa il 44%) Lodi, Viterbo, Treviso, Roma, Iglesias, Ancona, Avellino, Imperia, Barletta, Brescia e Siena ora battono bandiera rossa.

Mario Romano.

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