Il 5 per cento

scelte“Che cosa fanno i filomati?” Questo mi chiede un pubblico distratto o, più raramente, un interessato così svogliato da non cercare nemmeno notizie al riguardo in biblioteca, su wikipedia, o sul sito internet dell’Istituzione. Sono 9 anni  iscritto all’Associazione, e nemmeno 2 come presidente. Ho constatato, (prima da socio, poi da direttore di sezione, poi come direttore di progetti, poi come ispettore regionale, poi come vicario generale e infine come Primo tetrarca internazionale)  quanto sia difficile rimanere in questa compagine, troppo dinamica, troppo impegnata, troppo stimolante per l’uomo e la donna moderni. Solo i “migliori” di atlantidea memoria restano nell’ agorà, nella polis, gli altri, afflitti da qualche sogno irrealizzato, escono dal portone principale, incontro alle belve e ai briganti in attesa. Quei pochi che restano vengono ferrati, provati, impegnati e, di questi, un altro numero considerevole si lascia prendere dal dubbio e dalla stanchezza. Ne resta circa un 5 per cento, e rendono, nell’associazione, per se e per gli altri, a volte il 10, a volte il 50, a volte il cento. Tutti questi impareranno che non esiste la cultura senza l’amicizia, perché l’amore per l’apprendimento è una forma di amicizia. Di questi sempre una coppia rimarrà alla fine: un maestro e un apprendista, per ricominciare il ciclo. Dapprima il filomate viene spinto ad usare la “forza della ragione” coltivando la sua intelligenza negli ambiti che gli sono più congeniali: scrivendo articoli, pubblicando brevi saggi, organizzando progetti e corsi sul territorio. 15485809-maestro-e-apprendista-potters-e-le-mani-bambinoDopo un paio d’anni gli viene chiesto di unire, alla forza della ragione, la “bellezza che trascende il raziocinio”, e si impegna maggiormente negli studi, partecipa a conferenze, contatta persone su internet, aiuta i dirigenti nei compiti più onerosi e consiglia i giovani associati. Studia i grandi filosofi e i grandi scienziati di ogni tempo, le loro idee, il loro lavoro. Infine, dopo cinque anni o più, viene scelto per diventare “maestro tra i maestri” con l’obbligo dell’azione, e con le responsabilità del rango dirigenziale.   Quanto sono pochi, fortunatamente, quelli adatti a tale compito! E’ tra questi ultimi, persone con affinità elettive superiori, forgiate dal tempo e dall’impegno, scevri di antiche illusioni e di nuove verità, che io ritrovo mio fratello, il mio simile, il mio amico. Peterzano__Angelica_and_MedoroUna volta ero sull’autobus con una di queste, con cui, evidentemente, avevamo passato anni di vicissitudini prima associative, poi personali. Improvvisamente un tale mi spinge per passare avanti e, sentendo il mio disappunto, mi minaccia bruscamente. La filomate si fa avanti, e gli inveisce contro con un impeto e un coraggio che raramente ho visto in certi momenti. Il tizio, sconfitto, prima di scendere dall’autobus, le dice : “Di che cosa ti immischi? Perché non pensi agli affari tuoi?” Ma l’amica, vicino a me, gli risponde subito: “Questi sono affari miei, tu sei una bestia, e questo è mio fratello!”.

Danilo Campanella

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