Realtà e apparenza

Foto dal blog Shaumbra

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Premessa

In un periodo storico come il nostro, che sembra così caotico , buio ed oscuro , spesso ci chiediamo che senso può avere la vita umana … Infatti oberati ed oppressi  dallo stesso mondo alienante e alienato  che la nostra stessa civiltà ha creato  perdiamo anche la dimensione ed il significato più profondo ed autentico della nostra umanità. Allora può essere utile indagare anche con l’aiuto di illustri interlocutori filosofici l’essenza e la ragion d’essere della nostra esistenza sulla Terra

Maya la Dea Vedica dell’apparenza :la   realtà  visibile e sensibile come percorso di  conoscenza, consapevolezza e disvelamento del proprio essere autentico

E’ importante dunque capire che la realtà  che viviamo , come si può evincere anche dalla saga cinematografica  “Matrix” dei Fratelli Wackosky  sicuramente ispirata dall’antichissima cultura e nella saggezza ancestrale dell’India dei Veda che noi possiamo ritrovare con forza anche nell’’opera  del grande filosofo tedesco ottocentesco Arthur Schopenahuer che ha tratto la linfa vitale per la sua opera proprio da questi antichissimi insegnamenti e precetti, è appunto apparenza , proiezione di una realtà più complessa e sottile  che noi non possiamo percepire utilizzando solo i 5 sensi ma appunto dobbiamo andare oltre.  Quindi , il nostro vivere  sicuramente  va inquadrato in un contesto molto più ampio e bisogna considerare questa esperienz che viviamo sulla Terra come una sorta di esame e di prova , una parte importante di una dimensione molto più ampia, onnicomprensiva e totalizzante che si estende ne  tempo e nello spazio …In questo a mio avviso sempre nella stessa banda di frequenza del pensiero ci può essere  di grande aiuto anche la visione  dialettica platonica , ripresa anche in tempi moderni nel sistema del grande filosofo tedesco G.W.F Hegel. In base a tale visione la realtà che sembra essere contraddittoria ha invece la funzione di sviluppare in noi la consapevolezza dell’unità dell’essere. E tale consapevolezza che nella religione  induista e buddista, da considerarsi  entrambe derivazioni e diramazioni dell’antica cultura madre matrice dei VEDA , tale traguardo definito come  “Illuminazione” , necessita di un percorso di conoscenza della realtà e di ricverca e raggiungimento della maturitò dell’elevazione spirituale attraverso un processo di reincarnazioni che si può ripetere all’infinito finchè  il nostro essere non è pronto a effettuare il grande salto di qualità ( quantim leap) ad una realtà dimensionale superiore .

Conclusioni

Siamo dunque gounti al termine del nostro breve ma intenso viaggio alla ricerca della vera natura di Maya , la dea vedica dell’apparenza che ha ispirato direttamente e d indirettamente grandi pensatori nell’arco dei millenni come Platone,Kant e Schopenahuer, e che ancor oggi, specialmente in un periodo storico difficile, duroe  disgraziato come il nostro,  può darci insegnamenti preziosi ed indicazioni molto utili per ritrovare” il filo d’Arianna “ ed il significato più autentico e profondo della nostra esistenza che ci può venire restituito solo in una dimensione universale molto più ampia e complessa.

Raimondo Galante

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