Gli scienziati sono i futuri sacerdoti

DaliLamaIl Dalai Lama, al secolo Tenzin Gyatso è il capo di stato e spirituale del Tibet e di tutti i buddisti, e svolge un’instancabile attività in difesa del suo popolo e della preservazione della cultura tibetana, insieme al Governo tibetano in esilio, democraticamente eletto. E’ un instancabile Capo di Stato che medita sei ore al giorno, un uomo moderno, aperto alla Scienza, come dimostra una sua frase riportata su una pietra, all’ingresso di Votigno di Canossa: “I sacerdoti del futuro saranno gli Scienziati illuminati”. Perchè questa frase? Il Dalai Lama è ammirato e rispettato in tutto il mondo come uomo di pace: egli ha costantemente praticato la politica della non-violenza, anche di fronte ad una brutale aggressione, un atteggiamento che lo ha portato ad essere insignito del Premio Nobel per la Pace, nel dicembre 189, primo cittadino asiatico a ricevere tale riconoscimento. I quasi settecento milioni di lire, ricevuti in quella occasione, sono stati da lui distribuiti a varie organizzazioni internazionali (fra le quali quella di Madre Teresa di Calcutta) impegnate nell’assistenza e nella solidarietà. Egli viene considerato dal suo popolo e da milioni di buddisti nel mondo una emanazione di Cenresig, il Buddha della Compassione. Molto singolare è la procedura attraverso la quale vengono scelti in Tibet i Dalai lama, e vale la pena raccontare, quasi fosse una magica fiaba, il riconoscimento del piccolo Tenzin Gyatso quale reincarnazione del precedente XIII Dalai Lama, il suo predecessore. Tenzin Gyatso nacque il 6 luglio 1935 nel piccolo villaggio agricolo di Takstern nella provincia dell’Amdo. Poco dopo la morte del XIII Dalai Lama, sul pilastro nord orientale ove giaceva il suo corpo, spuntò un gigantesco fungo a forma di stella, mentre ripetuti arcobaleni e curiose formazioni di nubi apparivano sempre in direzione nord orientale. Ma perchè, ancora, gli scienziati (non tutti, ma illuminati) dovrebbero essere sacerdoti? Il Lama tibetano intende una forma diversa di scienziato, ovvero l’uomo di scienza, il sapiente, come nella migliore tradizione orientale. Non è il tecnologo, ma il sapiente “illuminato” una via di mezzo tra il fisico e il filosofo. Mi viene in mente Bacone e la Nuova Atlantide, una società in cui gli intellettuali non lavoravano da soli ma in società. Bacone descrive nella Nuova Atlantide una società felice, basata sulla ragione e sulla scienza. Il sapere è finalizzato all’utilità sociale e in modo sistematico, sulla base della collaborazione tra persone che hanno compiti diversi. Questi due caratteri, la scienza finalizzata alle applicazioni tecnologiche e il lavoro d’équipe, sono gli aspetti portanti della sua teoria e sorrette dalla definizione di un metodo di ricerca che è l’oggetto della sua opera principale, il Novum organon. Gli scienziati, quindi, organizzati insieme, potrebbero essere un nuovo presbiterio mondiale? E se il Dalai Lama si riferisse proprio ai Filomati?

Monica Serafini.

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