INTERVISTA A FABRIZIO SANTORI CONSIGLIERE ALLA REGIONE LAZIO

regione-lazio-sedeLa politica è innanzitutto amministrazione della città, della polis. Oggi, l’antipolitica avanza, gli amministratori pubblici sono indietro con il dialogo giovanile, e la gente ha poca fiducia, e molta disillusione, per gli uomini politici. In Italia, in particolar modo nel Lazio, gli scandali per lungo tempo l’hanno fatta da padroni. Intervistiamo oggi l’on. Fabrizio Santori, che saprà di certo darci le giuste delucidazioni su questo e su molti altri argomenti.

Buongiorno on. Santori. Lei è partito dal basso, come si dice, ovvero dal municipio per arrivare alla Regione Lazio. A cosa imputa questo successo politico personale?

Proprio, ritengo, al fatto che ho sempre cercato, fin dal primo giorno, e continuo a farlo anche oggi perché ci credo fermamente, di riportare la politica a quello che è: un sistema, quello privilegiato, appunto, nella polis, per rendere possibile, proficuo e costruttivo il dialogo tra e con le persone. Una politica che non è chiusa nei palazzi, che non è lontana dai cittadini, ma è fatta di rappresentanza, di critiche, di proposte e di collaborazione, di risposte. Io sono un cittadino come gli altri, che  prende la sua forza dagli altri, che per rappresentarli ha il dovere, e il bisogno, di starli a sentire.  Conosco i cittadini, i problemi, le associazioni, le loro difficoltà e il loro impegno, chiunque mi può scrivere, e tutti, anche se non sempre posso soddisfare ogni esigenza, hanno sempre ricevuto e sempre continueranno a ricevere una risposta. Anzi, invito chi ne ha voglia a scrivermi, questo è l’indirizzo e-mail: scrivimi@santori2013.it

Quali sono le differenze sostanziali che trova nel suo precedente lavoro, e in questo alla Regione?

Dalla Regione credo potrò dare di più con il mio impegno politico. La Regione ha potestà legislativa, questo significa poter cercare di intervenire in modo efficace sui molti problemi che affliggono la nostra comunità, a partire dalla limitazione dei costi della politica. A questo proposito con il gruppo de La Destra abbiamo presentato, durante la prima riunione del Consiglio regionale, una proposta di modifica dello Statuto per la riduzione del 50 per cento degli assessori esterni, così da ridurre le spese. Ma lavoreremo per la trasparenza, con normative semplici ma ineludibili, per riordinare la sanità, per il lavoro e le imprese, i rifiuti, l’ambiente. Siamo pronti a collaborare con tutti, ma non permetteremo a nessuno di fermare il processo di rinnovamento che chiediamo e che i nostri elettori hanno chiesto. Sono sicuro che sia questa la prima istanza che sale, bipartisan, da ogni cittadino, qualunque schieramento abbia deciso di votare nello corso febbraio.

 A cosa dobbiamo imputare i passati scandali nella pubblica amministrazione regionale? Ha una sua opinione in proposito?

All’ignoranza, all’incapacità, al clientelismo, alle raccomandazioni fabbriche di voti che hanno messo persone impreparate e senza scrupoli nelle stanze dei bottoni, ad una visione mediocre ed individualista della cosa pubblica. Alla politica intesa per troppi anni come carriera, come mezzo per ottenere soldi e potere. Tutto l’inverso di quello che deve essere la politica in uno stato democratico e moderno. Bisogna lavorare, evitare di tagliare  dove è ridicolo e dannoso farlo, con l’unico furbetto risultato di mettere in scena una pantomima che finisce solo con il limitare i servizi ed impoverire ancora di più gli onesti cittadini. Dovremo invece colpire stipendi esagerati,  privilegi assurdi, montagne di soldi che fanno impallidire perfino chi siede ai vertici dei grandi Paesi stranieri. E’ il momento del merito, della trasparenza, dell’equità vera. E’ il momento di fare in modo che un politico che va a lavorare con la sua auto non faccia notizia, perché non fa altro che comportarsi in maniera civile ed onesta, e, dunque, normale.

 Lei ha basato al sua campagna elettorale sul motto “prometto solo ciò che posso mantenere”. Perchè secondo lei il politico italiano non riesce a mantenere un dialogo con i suoi singoli elettori? Promettono troppo o promettono male?

La politica è dialogo, e dialogo tra le varie parti sociali e con gli elettori. E’ quello che io faccio, ho sempre fatto e continuo a fare. Chi non riesce a mantenere il rapporto con i propri elettori e con la gente, la società civile tutta, non è un politico, è un fallito della politica. O qualcuno che l’ha scambiata per un’attività diversa da quello che è, un faccendiere di palazzo, un lacchè indegno di un Paese che afferma di essere civile. Se il rapporto con gli elettori, ma anche con tutti gli altri cittadini, è corretto, allora il dialogo non si interrompe. Potranno esserci incomprensioni, critiche, ma anche questo fa parte del dialogo e del percorso comune che cerco di seguire insieme alla gente. Io riesco a mantenere quello che prometto perché di continuo verifico le situazioni insieme alla gente, i cambiamenti, le necessità, i problemi. Ne parliamo, vediamo come e che cosa si può e si deve fare, chi e come può intervenire. Io prometto impegno, lealtà, disponibilità, e questo in tutti i settori di mia competenza. A volte i problemi si risolvono, a volte no. Ma il rapporto con gli elettori rimane, perché io offro ogni giorno tutto quello che posso, e la gente lo capisce. Ogni giorno, pure nei giorni peggiori, quando sono costretto a deluderli.

Antonio Bonocore

 

filomati roma a sinistra, Daniele Monteleone direttore della sezione dell’AF a Roma, e l’on. Fabrizio Santori (a destra) all’inaugurazione dell’anno filomatico romano, ottobre 2012.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...