CONTRO LA CULTURA AUTOREFERENZIALE

cultura  La differenza tra il sapere e il sapere saputo, come diceva un intellettuale (nel senso nobile del termine) e medico calabrese scomparso di recente, è che il primo confina con la saggezza, sublimando i concetti e creando nuova cultura, il secondo è riportare ciò che è scritto nei libri (o su internet). Esiste quindi un vero accademismo, fondato sull’amore per il sapere e per la ricerca, e un accademicismo fondato sul pressappochismo sia dei professori che di “massaie della cultura”. Oggi assistiamo a un nuovo pericolo nel campo del sapere: quello dell’autoreferenzialità. Questo fenomeno trae forza non sul principio di verità, ma su quello di autorità: “è vero perché lo dico io che ho letto tanti libri, e sono conosciuto nel mio ambito”. Gli aiutanti stregoni di un tempo intendono forse rivendicare un qualche primato sapienziale? Pare di si. A conferma di questo, che è anche un problema politico, c’è l’evidente presenza di idee, libri, blog, siti internet e partiti politici che non sono più intitolati o dedicati a un concetto, idea o ideologia, e nemmeno a una personalità celebre dei tempi antichi.

L’abitudine di dedicare, di esprimere un sapere, un’avanguardia culturale, un impianto teoretico ad una persona fisica e vivente (che per’altro non ne è l’inventore) è disarmante. La cultura a questo punto non ha più, come riferimento, il grande filosofo o la grande idea filosofica, ma parte dal soggettivismo dell’agente divulgante e termina a lui medesimo, in un egocentrismo giustificazionista tutto nuovo. Lo scopo, è evidente, consiste nella speranza di far associare un’idea a colui che “pubblicizza” l’idea stessa. E’ tutto lecito, sia ben chiaro, quanto triste. Fors’anche pericoloso, perché profila una visione patrimoniale della cultura, della “mia” filosofia, del “mio” autore, della “mia” idea, come ultimo sfogo del piccolo intellettuale fallito che, auspicando per se stesso soltanto una mera celebrità, e non riuscendo ad ottenere nemmeno quella per appagare il proprio ego, non gli resta che masturbarsi dietro a concetti che fa partire e terminare con se stesso. Ma non facciamogliene una colpa troppo grave. D’altro canto, come asseriva Kant, la filosofia sta alla vita come l’onanismo sta al sesso.

Danilo Campanella.

Un pensiero su “CONTRO LA CULTURA AUTOREFERENZIALE

  1. bravo Danilo…è un concetto che dovremmo ripetere a gran voce e attivarci per debellarla perchè l’ autoreferenzialità senza ricerca è un cancro del nostro sistema educativo-accademico da decine di anni oramai!!

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