Contro il potere, ma non contro la legge

marramaoIl nuovo libro del filosofo della politica Giacomo Marramao scuote gli animi, e ripercorre il pesante dilemma se si possa essere contro il potere, senza diventare anarcoidi.

Il testo del prof. Marramao si presenta come una ricerca interessante, un “dialogo” col lettore. Il filosofo riprende temi, su cui altre volte in modo più propriamente filosofico s’era soffermato: il potere, la politica, la potenza, il desiderio. Egli restituisce alla letteratura il prestigio di una speciale intimità con il senso dell’esistenza. Non a caso la polemica, nel senso di controversia e disputa, che Marramao ingaggia “contro il potere” prende avvio dalla figura dello “scrittore” – custode di un’idea della creatura umana in quanto essere in potenza; in potenza, non di potere. marramao_175Potenza di cui dà testimonianza nella sua esaltazione della capacità di metamorfosi della lingua, nella lingua. È proprio nel linguaggio, che l’uomo si conosce capace di flessibilità; proprio perché gioca con la lingua si ritrova libero, in potenza, di potere congedarsi dalle vette del concetto per celebrare l’esperienza. Nell’ultimo capitolo Marramao riprende vicende storico-filosofiche a noi prossime, analizzando alcune vicende italiane ed europee da un punto di vista filosofico-politico. Un libro affatto difficile, adatto anche a coloro che sono digiuni dalla filosofia. Il nostro è un doveroso consiglio alla lettura.

Arturo Corradi.

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