Caro avvocato…

avvocatoUno dei nostri avvocati di fiducia risponde a tre domande, davvero curiose, di alcuni nostri lettori. La prima riguarda una lavoratrice offesa dalla collega nel luogo di lavoro, la seconda il rimborso per il ritardo di un treno, la terza uno studente che non riesce a passare gli esami all’università:

“Caro avvocato,
la mia collega di lavoro mi ha detto in presenza di testimoni che “tanto il mio posto è inutile e posso essere sostituita da chiunque”. Lo ha detto al termine di una discussione il cui contesto riguardava la sua inadempienza ad alcune mansioni di cui si occupano sempre gli altri. Specifico che la inutile qui presente, come lei dice, ha un contratto determinato di 900 euro mentre lei lavora da vent’anni a 1400 euro, e facciamo la stessa cosa. Posso denunciarla e richiederle un indennizzo per danni morali o devo temere una contro denuncia?”.  Giorgia.
RISPOSTA: Gentile Giorgia, il riferimento non sembra offendere la Sua professionalità, ma la funzionalità – nell’ambito della struttura del Suo posto di lavoro – della Sua mansione. Il rilievo, poi, della Sua facile sostituibilità non integra, così proferita, un’offesa, non rappresentando un giudizio di particolare disvalore della Sua capacità di ottemperare ai Suoi compiti, bensì un’osservazione che più generalmente può riferirsi a qualsiasi funzione impiegatizia.
“Caro avvocato, è la quinta volta da gennaio che Trenitalia mi fa arrivare a casa o al lavoro in ritardi di 30 minuti. posso chiedere una qualche forma di risarcimento? Grazie a lei e ai filomati”. Luca.
RISPOSTA: Gentile Luca, Trenitalia S.p.A. garantisce, in ottemperanza ai regolamenti sul trasporto nazionali ed europei,  un rimborso (diversamente commisurato in funzione del tipo di treno e del tipo di biglietto) per ogni viaggio giunto a destinazione con oltre 20 minuti di ritardo. Il rimborso può essere corrisposto a mezzo accredito o bonus per l’acquisto di altri biglietti.
“Buongiorno, avvocato, vorrei chiederle se posso reagire legalmente contro un professore universitario che mi ha preso di mira. Il primo esame che ho fatto con lui è andavo male perché, realmente, non avevo studiato. Nel secondo ho rifiutato il voto. Ora siamo alla quarta volta, e cerca sempre di umiliarmi rifiutandomi la promozione. Pare scontato, ma credo veramente di essere invisa a lui. Posso rivolgermi al MIUR e chiedere l’intervento di un ispettore? Chi si occupa di vigilare sul corretto comportamento dei docenti universitari?” Matteo.
RISPOSTA: Esimio dottore, se ho ben compreso, i casi sospetti sarebbero solo 2, dovendosi escludere i primi due di quattro. Francamente mi sembrano pochi. Tuttavia, qualora Lei sia in grado di riferire di frasi e/o comportamenti non consoni al ruolo docente/discente, ovvero di una valutazione del Suo esame non corrispondente alla Sua effettiva reale preparazione, potrà avvalersi delle procedure di cui al Decreto Legislativo n. 231/2001, che ha introdotto il regime di “responsabilità amministrativa” a carico degli enti per reati commessi o tentati da amministratori, dipendenti e soggetti sottoposti alla direzione o vigilanza degli enti stessi, oramai adottato da tutti gli atenei italiani. Per prevenire il rischio di commissione di reati citati nella norma, i principi e prescrizioni del “Modello 231” devono essere rispettati da tutto il personale docente e tecnico amministrativo e da tutti gli altri soggetti che a diverso titolo sono da essi coinvolti (clienti, studenti, fornitori, partner, collaboratori, ecc.).  Il “Modello 231” contiene: a) il modello di organizzazione, gestione e controllo dell’Università ex d.lgs 231/2001; b) lo Statuto; c) i Regolamenti; d) i Codici di Comportamento; e) le Procedure; f) i Manuali operativi; g) la Modulistica. I principi fondamentali del Modello sono: a) la definizione dei ruoli e delle responsabilità; b) l’idonea gestione delle risorse finanziare; c) la tracciabilità delle attività svolte; d) la definizione e applicazione di procedure; e) il monitoraggio di controlli e procedure; f) l’aggiornamento e continuo miglioramento degli standards. Conseguentemente qualora Lei ritenesse essere stata violata una delle prescrizioni del Regolamento di facoltà, redatto secondo il “modello 231”, normalmente reperibile presso le segreterie di facoltà a sui siti internet delle stesse, potrà effettuare una segnalazione, utilizzando gli appositi modelli nello stesso modo reperibili.
Avv. Gianfranco Liuzzi
Circonvallazione Clodia nr. 15, 00195 Roma
Tel 0639742365 / fax 0639746857

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