Conosciamo un filomate: Jack London

londonJack London (1876 – 1916), scrittore statunitense, è conosciuto soprattutto ai bambini di oggi, per aver scritto libri, divenuti cinematografici, come Il richiamo della foresta,  Zanna Bianca, e molti altri, meno noti, di politica. Jack, il cui vero nome fu  John Griffith Chaney, era un giovanotto quando decise di lasciare tutto e partire in cerca di avventure. Non di quelle lette nei libri, ma di quelle vere, pericolose:  ” Studiavo diciannove ore al giorno, fin quando non sostenni l’ultimo esame. Non volevo assolutamente più vedere libri. Non c’era che un’unica cura che mi potesse guarire, ed era riprendere le avventure”.

Viaggiò in nord America, alla ricerca dell’oro, vivendo vicende pericolose ed emozionanti.

Visse la miseria, gli stenti, la politica socialista, gli scioperi, arrivando ad una sua particolare visione della vita attraverso un attivismo culturale, un modello di umo colto al servizio degli altri e della libertà comune:  “Un osso al cane non è carità. Carità è l’osso diviso con il cane, quando sei affamato quanto il cane”.

Si adoperò contro la pena di morte, per una migliore e più umana detenzione nelle carceri, per la causa operaia, e per l’alfabetizzazione delle classi meno abbienti: “E ora sono qui, nel braccio degli assassini del carcere di Folsom, che attendo, le mani rosse di sangue, il giorno fissato dalla macchina dello Stato, quando i suoi servitori mi porteranno in quella che chiamano tenebra, quella tenebra di cui hanno paura e da cui attingono immagini di superstizione e terrore, la stessa tenebra che li spinge, fra tremiti e lamenti, davanti agli altari delle divinità antropomorfe, generate dal medesimo orrore…”

Il suo romanzo meno conosciuto, forse il più bello, è il Tallone di Ferro, in cui cita i filomati e la loro vita associativa.  Ernesto Guevara conosceva, almeno di nome, London, e non è un caso che il protagonista de Il Tallone di ferro, è ispirato alla figura del rivoluzionario (scrittore e medico) argentino. È stato, e probabilmente è ancora, l’autore statunitense più tradotto all’estero, le sue opere di denuncia sociale facevano propaganda e incontrarono fortuna nei paesi del blocco sovietico, la celebrazione della forza fece sì che fosse uno degli autori più diffusi nelle biblioteche per ragazzi nell’Italia fascista del ventennio. Ma quanto erano confuse le sue idee, maggiormente pretestuose e grossolane erano le interpretazioni che ne facevano questi regimi. Interpretandolo con parzialità, London può essere un entusiasta paladino del progresso o un fervente ambientalista. Morì in California, a soli 40 anni, per una overdose di antidolorifici, a causa dei lancinanti dolori provocati da una malattia.

 

 

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