Italia – Il Presidente del Consiglio: non garantiamo il sistema sanitario.


Mario Monti, Presidente del Consiglio “tecnico” del Governo italiano, è intervenuto in videoconferenza in occasione della presentazione a Palermo del progetto del nuovo Centro per le biotecnologie della fondazione Rimed. Nella videoconferenza Monti ha “osato” un commento riguardo il sistema sanitario nazionale: “La posta in palio – ha concluso Monti – è altissima”.
“Il nostro Sistema sanitario nazionale, di cui andiamo fieri, potrebbe non essere garantito se non si individuano nuove modalità di finanziamento”. Il commento ha espresso unanime preoccupazione in tutto il sistema politico e non solo. Quello che temono i cittadini è una privatizzazione (modello americano) del sistema sanitario. “Il momento è difficile – spiega Monti -. La crisi ha colpito tutti e ha impartito lezioni a tutti. E il comparto medico non è stato esente né immune”. A correggere il tiro ci ha pensato il ministro Balduzzi “Nessuno pensa alla privatizzazione del Servizio sanitario nazionale” il Presidente del Consiglio ha parlato “di nuove forme di finanziamento”, non di forme “diverse”, sottolineando anche che “tutto il governo è fiero del nostro sistema sanitario”. In effetti non sarebbe comprensibile, pur con la legittima e del tutto comprensiva voglia di tagliare lo spreco, passare ad un sistema sanitario totalmente o parzialmente privato. Innanzitutto, perché i cittadini italiani non potrebbero permetterselo. Nei paesi in cui la sanità pubblica è “affidata alle assicurazioni” i cittadini percepiscono circa il doppio dello stipendio dei nostri connazionali, senza alcuna trattenuta, e possono impiegare questo surplus di denaro per investirlo o spenderlo come meglio crederlo. Negli USA il programma sanitario nazionale, Medicaid (soprannominato da alcuni “Mendicare”!) è ivolto ad alcune fasce di popolazione a basso reddito, che comunque non permette una adeguata assistenza a tutti i cittadini. Nel 2003, il servizio nazionale copriva in media solamente il 17,7% delle spese totali. Stati Uniti, Cina e Sud Africa sono gli unici Paesi industrializzati a non avere una copertura sanitaria pubblica per tutte le fasce della popolazione. Il 25 marzo 2010 il Presidente degli stati Uniti ha proposto una riforma sanitaria, suscitando una grande e grave protesta generale con l’accusa di essere un “comunista” e un “bancarottiero”. L’Italia non è gli USA. Il Sistema sanitario ha retto nei decenni, grazie alla professionalità della classe medica, ma è entrato in crisi, probabilmente, dalla mancata vigilanza della politica su alcune spese generali e sulla non sempre adamantina condotta dei manager della sanità. Eliminare gli sprechi non equivale a diminuire i posti letto, considerando che, con la crisi, i malati non diminuiscono, ma anzi aumentano. Nonostante ciò chiunque se lo può permettere economicamente può rivolgersi alle cure del settore privato, anche in Italia, come possiamo riscontrare, anche per una maggiore informazione, dal sito dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata AIOP.

Danilo Campanella

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