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Una vocazione in due arti: intervista ad “Aluei” Siciliano

louisUn artista poliedrico “a tutto tondo” che staglia la sua “ricerca dell’assoluto” dalla musica alla scrittura. Descrivere con questa frase il maestro Louis Siciliano sarebbe riduttivo, poiché non gli rende giustizia. Icona e vanto della musica italiana, è nato a Napoli, il 19 marzo del ’75. Si è formato come compositore, direttore d’orchestra, strumentista, produttore musicale e ingegnere del suono italiano, autore di colonne sonore, vincitore del Nastro d’Argento nel 2005 e candidato al David di Donatello nel 2006.  Compositore dell’anno “Premio Città di Roma” 2007, Migliore Compositore “Tropea Film Festival” 2008, Migliore Compositore del 2009, “Cinecittà Award” come Compositore dell’anno alla 67ª Mostra del Cinema di Venezia 2010, Compositore dell’Anno “Federazione italiana dei cinema d’essai” (FICE) Mantova, 2010. Premio “Fontana d’Argento 2012″ per l’impegno culturale in campo sociale. 

Louis_8Siciliano, è stata dura questa formazione, oppure lei è uno di quelli che hanno avuto la strada leggermente “spianata” come molti figli d’arte italiani?
Ho avuto la strada molto spianata devo dire. Vengo da una famiglia di persone oneste. Mio padre ha iniziato a lavorare sulla catena di montaggio dell’Alfa Romeo a 18 anni, mia madre è un assistente sociale che studiava di notte quando eravamo piccoli. I miei nonni materni erano contadini mentre quelli paterni gestivano un bar. Il tutto in una cittadina vesuviana di 4000 abitanti dove la cultura, l’arte, era roba da marziani. Ho avuto la strada spianata a connettermi con la mia anima. Questo si! Per capire chi sono e dove vado, domande che tuttora mi pongo. Ho avuto la strada spianata al concetto di Libertà perchè da sempre ho dovuto assistere alle angherie dei feudatari, dei gattopardi che gestiscono la mia terra, poi con l’età ho notato che ogni territorio ha i suoi Don Rodrigo con i bravi e che l’Italia rimane un paese di caste e di alte mura sociali. ???????????????????????????????La politica Italiana (di destra e di sinistra), in questa è stata maestra a rafforzare questi steccati. La Meritocrazia in Italia non si sa cosa sia. Ma la prego Louis Siciliano è morto con il romanzo “La Lungara: UN FIUME DI PIOMBO”, mi chiami ALUEI per favore.
Va bene Aluei. Di notevole interesse è anche la sua attività in qualità di poeta, scrittore, e creatore di videoart. Il 12 maggio 2013,  con il nuovo nome ALUEI, appunto, e il suo “TABULA RASA solo tour 2013″ ha dato vita ad una nuova stagione della sua parabola artistica. Dove vuole arrivare?
La vita per quelli che la pensano come me è una serie interminabili di morti e rinascite interiori. Ogni tappa del cammino, dovrebbe corrispondere ad un elevazione dello stato di coscienza. Dove voglio arrivare? Innanzitutto, sono fermamente convinto che l’Arte ci connette tutti nella grande rete Universale. Mi piacerebbe sentirmi al servizio della comunità e poter trasmettere attraverso la mia attività Amore, Rispetto incondizionato per tutti (ricchi e poveri, bianchi e neri, guelfi e ghibellini), in special modo per le minoranze. Riuscire ad aprirmi e ad aprire la mente e il cuore di chi si avvicina alle mie cose. Una grande presunzione vero? Ma ci credo. Ho investito la mia vita. Ho dato tutto quello che potevo dare per realizzare questa “visione”.
Dalla musica alle lettere. Veniamo ora al romanzo “La Lungara, il fiume di piombo”. Perché ha deciso di dedicarsi alla scrittura? Cosa pensa di poter dare a questa arte?
Scrivo da sempre. Le mie prime composizioni erano fatte di parole. La Poesia mi accompagna fin da quando ero piccolo. Poi il ritmo, la frase, la struttura, il sotto-testo, i riferimenti simbolici, le figure retoriche appartengono sia al campo dei suoni che delle parole. Le Arti sono concatenate l’una con l’altra, come il sapere del resto o come l’Universo. C’è una frase che porto dentro di me: “Come in alto in basso”. L’uomo è il cosmo e il cosmo è l’uomo. Recentemente sono rimasto basito da una gentile signora, figlia di un noto giornalista sportivo che affermava sul mio profilo FB che l’Arte non ha nessuna funzione. Non serve a niente e che lei non considera un’Artista un lavoratore.

Questo è uno dei motivi che mi angosciano. Credo che l’Italia, la nostra società, non abbia mai toccato dei punti così bassi di degrado culturale… Il mio libro è un tentativo di spiegare ai lettori che è possibile tramutare il Piombo che ci circonda e che portiamo dentro in Oro. Gli eventi negativi, le cosiddette cose brutte dal mio punto di vista sono un’opportunità di crescita e di evoluzione di quei famosi stadi di coscienza che poc’anzi affermavo. “La Lungara: UN FIUME DI PIOMBO” è un piccolo tentativo di trasmettere al lettore questa prospettiva spirituale: l’Alchimia. 
Lei è legato a un’amicizia con il nostro presidente, Danilo Campanella, che da anni opera come altri per l’elevazione della “cultura popolare” e per l’avvicinamento degli intellettuali ai loro simili. Secondo lei questo processo così difficoltoso in generale, è pressoché inutile in Italia?
- Danilo Campanella è un uomo straordinario. Un vero intellettuale. Una persona che ha saputo dare prova di tenacia, umiltà, perseveranza. L’Italia ha bisogno di persone come lui che con grande sacrificio e senso del dovere, hanno il compito di tenere accesa la fiaccola della Libertà nonostante i forti venti che la minacciano. Noi non ci arrenderemo. Faremo sempre, con onestà, la nostra parte.

Vi ringrazio, ringrazio i lettori e spero di vedervi ai prossimi concerti del mio nuovo “TABULA RASA solo tour 2013″. A presto.
La ringraziamo maestro, e le auguriamo in bocca al lupo per i futuri lavori.
Ludovico Manni.
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1 Comment

  1. giulio Prigioni says:

    complimenti per l’ intervista e per quanto afferma Louis. Leggerò senza dubbio il suo libro e mi piacerebbe assistere a un suo concerto anche se mi trovo fino a fine luglio vicino a Gibilterra ove peraltro sia Danilo che Louis, e l’ intervistatore s’ intende, sono sempre i benvenuti nella mia casa temporanea, ma anche dopo in quella di Iseo! Giulio, filomate

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